NEWS 2014 - Ugo Brusaporco | Verona

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NEWS 2014

 
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03/02/2014

SOLO I "VECI" VANNO IN BATTAGLIA

"V boy idut odni stariki" (Solo i "vecchi" vanno in battaglia, 1973) di Leonid Bykov, è un film sovietico visto in un anno, nella sola Russia, da 44.300.000 spettatori, un record imbattuto, e considerato in tutto i mondo uno dei migliori film dedicati alla II Guerra mondiale. Lo si potrà vedere questo lunedì 3 febbraio alle 20.30  nella bella sala del CTG al numero 7 di Via Santa Maria in Organo, nell'ambito della quinta rassegna cinematografica che l'Associazione Conoscere Eurasia
dedica al cinema russo. Leonid Bykov (1928-1979) è regista, sceneggiatore e protagonista di questo film che realizza un suo sogno di bambino: diventare aviatore. Il titolo del film deriva da due scene in cui lo squadrone degli aviatori sovietici si trova a affrontare un duro combattimento contro la potente aviazione tedesca, solo i "vecchi" sono mandati a combattere, mentre i giovani aviatori, freschi d'accademia, devono aspettare a terra con i meccanici. Verrà presto il loro turno e a altri toccherà restare a terra. Il film si basa sulle memorie dell' asso dell'aviazione sovietica Vitaly Popkov (1922 - 2010), che combatté realmente con uno squadrone "cantante", come quello che si vede nel film, i cui componenti formavano un coro amatoriale, usato anche per spettacoli, itineranti nella vasta Russia,  per raccogliere fondi. Nel 2009 in Ucraina il film fu al centro di un caso finito in tribunale, venne infatti realizzata una versione a colori per la TV e per il mercato DVD, a questa scelta commerciale si opposero la figlia di Bykov e la casa di produzione, la Dovzhenko Film Studios, che difendevano l'idea del regista che aveva girato il film a colori, ma in nome del realismo lo aveva stampato in bianco e nero. E visto il successo del film non aveva sbagliato. Lo scoprirà anche il pubblico di Sant Maria in Chiavica. Presentano il film Ugo Brusaporco e Sergio Pescatori. L'ingresso é libero fino esaurimento dei posti.


L'ingresso alle proiezioni è libero

 












Cineclub Verona e Osteria Al Carro Armato presentano

CINEMA DA TUTTO IL MONDO
CHE GUARDA IL MONDO

anno secondo
dieci giovedì con film da vedere insieme, nel cuore di Verona,

Proiezioni all’Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2,
(vicino a Piazzetta Chiavica, tra le Arche Scaligere e Via Sottoriva)

Giovedì 30 gennaio  2014 ore 21
" City of Life and Death  "  
(Cina, 2010, 135'’)
di Lu Chuan



Spoglio, scabro, crudo, pressoché muto, City of Life and Death, si affida pressoché interamente alle immagini: immagini di corpi straziati, di volti disperati, di gesti. I loro occhi ci guardano, la loro disperazione ci interpella e l'ultima scena ci apre gli occhi sulla follia della guerra: i soldati giapponesi mettono in scena  una danza celebrativa, un rituale privo di senso e di vita, la danza del finale di City of Life and Death dove l’esercito giapponese sfila tra le strade deserte senza vita. Più volte si vorrebbe distogliere lo sguardo, alzarsi e non guardare più, ma poi si pensa che questo episodio drammatico, e tanti altri episodi drammatici, si compiono senza che nessuno ne sappia o ne voglia sapere niente. Ed allora si comprende che la memoria non è sterile, che la memoria può aiutarci a muovere ogni nostro passo per la costruzione della pace.

L'OLOCAUSTO DI UNA CITTÀ AL CARRO ARMATO

"È una storia orribile da raccontarsi; non so come iniziare né come finire. Non avevo mai sentito o letto di una tale brutalità. Stupri: stimiamo che ce ne siano almeno 1.000 per notte e molti altri durante il giorno. In caso di resistenza o qualsiasi segno di disapprovazione arriva un colpo di baionetta o una pallottola", così scriveva da Nanchino, allora capitale della Cina, James McCallum, in una lettera alla famiglia, 19 dicembre 1937, quando la città era ormai preda della follia omicida delle truppe giapponesi. Oltre trecentomila furono le vittime nella città e chi sopravvisse portò per sempre con se la violenza subita. Lu Chuan, uno dei registi più interessanti della Cina di oggi, confeziona con il suo " City of Life and Death" un film su una delle pagine più nere del XX secolo, riuscendo con la sua voglia di verità a scontentare non solo i giapponesi, l’Armata Imperiale di Hirohito attaccò Nanchino, e si abbandonò ad una serie di omicidi di massa, torture, stupri e saccheggi che hanno pochi eguali nella storia dell'umanità, ma anche i cinesi che vengono raccontati in una sconfitta umiliante. Il film, premiato a San Sebastiano, e in altri festival, non ha trovato una via per essere visto nelle sale italiane, per questo è importante la proiezione programmata dal Cineclub Verona all'Osteria al Carro Armato, nel pieno centro di Verona antica, questo giovedì 30 gennaio, qualcuno ha scritto, dopo aver visto il film: " Più volte si vorrebbe distogliere lo sguardo, alzarsi e non guardare più, ma poi si pensa che questo episodio drammatico, e tanti altri episodi drammatici, si compiono senza che nessuno ne sappia o ne voglia sapere niente. Ed allora si comprende che la memoria non è sterile, che la memoria può aiutarci a muovere ogni nostro passo per la costruzione della pace". Ecco il senso della proiezione al Carro Armato, nella settimana iniziata con il Giorno della Memoria. L'appuntamento è alle ore 21, presenta il film Ugo Brusaporco, ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Un programma curato da Ugo Brusaporco per Annalisa
I film provengono tutti dalla CineVideoTeca del Cineclub Verona

Info: cineclubverona@libero.it

Ingresso libero, discussione obbligatoria




Opificio dei Sensi e Cineclub Verona presentano
Un mercoledì non sempre da leoni

PROVACI ANCORA SAM ALL'OPIFICIO DELLE FERRAZZE

"Casablanca"
(USA, 1942, 102')
di Michael Curtiz



Manó Kertész Kaminer, ungherese, regista da alcuni detto" instancabile e di grande mestiere, dopo aver girato film nella natia Ungheria si ritrova negli anni  Trenta a  lavorare in ogni genere di  film.. Nel 1924 si sposta a Hollywood e lì americanizza il suo nome diventando Michael Curtiz. e la sua carriera cambia: nel 1935 realizza "Capitan Blood" con Errol Flynn. con cui realizzerà ancora "The Adventures of Robin Hood"(1938), così con drammi e commedie uno dopo all'altra arriva a  Casablanca (Casablanca, 1942) un film ingiustamente accreditato del titolo di capolavoro, senza meritarlo. Il film, interpretato da  Humphrey Bogart e da Ingrid Bergman,  sarà presentato questo mercoledì, 29 gennaio,  all'Opificio dei Sensi, alle Ferrazze di San Martino B.A., alle porte di Verona, nell'ambito della rassegna "Non è sempre un mercoledì da leoni", dove si vedrà in versione originale.  Il film è ambientato nel 1941, in pieno conflitto mondiale, molte persone sono costrette a fuggire dalla minaccia tedesca partendo precipitosamente dall’Europa devastata dalla Guerra e si dirigono verso Casablanca, nel Marocco francese. Umberto Eco ha scritto, a proposito degli omaggi che il cinema ha dedicato a Casablanca: "Un cliché fa sorridere, cento commuovono". Il film é indeciso tra essere un acconto politico e una storia d'amore.  Gli Stati Uniti hanno bisogno d mandare un popolo in guerra, il film serve a proposito.  L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.
Si parte alle 21
Appuntamento alle ore 21, ingresso libero fino a esaurimento dei posti.


29 Gennaio 2014
ore 21
presenta Ugo Brusaporco


www.opificiodeisensi.it       CALENDARIO PROIEZIONI       info@opificiodeisensi.it

LA MUSICA PRIMA DELLA GUERRA

Santa Maria in Chiavica, Verona Città antica
28 gennaio  2014 ore 20.30
presentazione di Ugo Brusaporco


Verrà presentato questo martedì 28 gennaio alle 20.30 al CTG in via Santa Maria in Chiavica, in piena Verona Antica, una meditazione sulla musica prima della Grande Guerra. Grazie a Acque Veronesi e  al Cineclub Verona. Fu un periodo fecondissimo quello dei primi lustri del XX secolo in cui il Funerale di Giuseppe Verdi  nel 1901 fu firmato dall' operatore  Italo Pacchioni alla nascita della musica per il cinema con "L'Assassinat du duc de Guise" di André Calmettes, era1908 e a firmare l'accompagnamento sonoro era Camille Saint-Saens, ma lo sviluppo più clamoroso fu quello legato al mondo del balletto, basti pensare alla potenza dei Ballets Russes che favorirono la nascita di un compositore come Igor' Stravinsky e di capolavori come "La sagra della primavera". Capolavori capaci di ispirarne altri, pensiamo a come Pina Bausch seppe tradurli in gesto decine di anni dopo. E sempre a quel periodo si legano altri monumenti per la danza come " Jeux, poème dansé en un acte, pour orchestre" di Claude Debussy, o come lo stesso Debussy si avvicini al simbolismo letterario con " Trois poèmes de Stéphane Mallarmé  pour chant et piano" che sarà presentato per la prima volta cento anni fa, il 21 marzo 1914 a Parigi, nella sala Gaveau, con Debussy stesso al piano. Ancora il ballo attinge a un componimento unico per intensità qual'è " Josephslegende" di Richard Strauss. Un programma per comprendere la follia di una guerra che sta per scoppiare. L'ingresso è libero fino all'esaurimento dei posti.


Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.




27/01/2014


INCONTRARSI VENT'ANNI DOPO PER PARLARE D'AMORE

MIKHALKOV ALLA RASSEGNA DEL CINEMA RUSSO CON
"CINQUE SERATE"


"È il più alto esempio di scrittura registica delle ultime stagioni sovietiche... una mise en scène d'autore, che spiazza completamente il privilegio di Volodin-sceneggiatore. La drammaturgia è bruciata nella regia", così scriveva, il mai troppo compianto Giovanni Buttafava (1939-1990), il più serio esperto del cinema russo, a proposito di "Pjat' Vecerov" (Cinque Serate) film del 1978, girato e finito in un solo mese, da Nikita Mikhalkòv, in una pausa della lavorazione di “Oblòmov”. Scelto come secondo appuntamento della rassegna sul cinema russo organizzata dall'Associazione Conoscere Eurasia, sarà presentato questo lunedì 27 gennai alle ore 20.30 nella sala di Santa Maria in Chiavica, al 7 dell'omonima via del centro antico di Verona.  "Cinque serate" racconta di un uomo che torna a Mosca dopo diciotto anni di assenza e ritrova il suo grande amore. Siamo nella Mosca della fine degli anni '50, una città claustrofobica segnata dal più cupo stalinismo. Lei, Tamara, la protagonista, vive in un appartamento collettivo. Lui si presenta mentendole. Ha perso ogni speranza, cancellato ogni ideale, lei, operaia in una fabbrica, ha accettato la sua condizione, e citando Marx si sforza di mostrare che è la più degna. Si aggrappa a ideali del passato, i soli che le permettono di continuare a sopportare di sopravvivere. Nessuno dei due hanno risolto i problemi col loro passato. Hanno semplicemente cessato di vivere. In uno spazio ridotto, la regia deve dare prova di precisione. La camera da presa in questo caso si presta idealmente a un esercizio di stile, ma Mikhalkòv si impegna affiche la forma non prevalga sul racconto. Predilige lunghi piani, la macchina da presa si muove con un invisibile virtuosismo. Misura la distanza delle anime dei suoi personaggi, più che dei loro corpi. Impressionanti i suoi sguardi che tanto avvicinano e tanto allontanano. Egli ama cogliere le reazioni inattese dei suoi attori, in quei piccoli "incidenti" capta il loro vivere la verità dl loro ruolo. Impone al film un ritmo ipnotico e lo presenta allo spettatore come un'esperienza da accettare, invitandolo a lasciarsi portare. Tratto dall'omonimo celebre  spettacolo del drammaturgo di Leningrado Aleksandr Volòdin (1919-2001), il film si avvale dell'interpretazione, pluripremiata, di   Ljudmila Gurchenko e Stanislav Ljubshin,e della bella fotografia di Pavel Lebeshev, ma il vero protagonista è proprio lui Nikita Mikhalkòv, ed è strano che quando si parla di lui, spesso si dimenticano di questo film celebrando la sua filmografia. L'appuntamento è alle 20.30 precise, ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

L'ingresso alle proiezioni è libero

 













Cineclub Verona e Osteria Al Carro Armato presentano

CINEMA DA TUTTO IL MONDO
CHE GUARDA IL MONDO

anno secondo
dieci giovedì con film da vedere insieme, nel cuore di Verona,

Proiezioni all’Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2,
(vicino a Piazzetta Chiavica, tra le Arche Scaligere e Via Sottoriva)

Giovedì 23 gennaio  2014 ore 21
"Yoidore tenshi"
(L’angelo ubriaco, Giappone, 1948, 94’)
di Akira Kurosawa



"Kurosawa firma con L’angelo ubriaco il suo primo film davvero personale, con tutta probabilita il primo autentico capolavoro del cinema giapponese del dopoguerra. L’angelo ubriaco include tutti gli elementi portanti del Kurosawa urbano e tragicamente umanista: la malattia, la morte, l’onore, l’(auto)condanna a una vita malavitosa, il desiderio di riscatto, un’amicizia apparentemente impossibile. Elementi che fluiscono e cozzano fra loro nel fiume impietoso delle immagini girate e montate dallo stesso Kurosawa, secondo ritmi “moderni” allora scioccanti per le platee nipponiche, abituate a narrazioni ben più soffici e edulcorate. Da segnalare l’esordio di Toshiro Mifune, destinato a diventare l’attore feticcio di Kurosawa nonché il volto più noto dell’intera cinematografia giapponese"

Un programma curato da Ugo Brusaporco per Annalisa
I film provengono tutti dalla CineVideoTeca del Cineclub Verona

Info: cineclubverona@libero.it


Ingresso libero, discussione obbligatoria


Opificio dei Sensi e Cineclub Verona presentano
Un mercoledì non sempre da leoni

"Le quai des brumes"

( Il porto delle nebbie, Francia, 1938, 91')
di Marcel Carné

produzione: Grégor Rabinovitch per Ciné-Alliance; soggetto: dall'omonimo romanzo di Pierre MacOrlan; sceneggiatura: Jacques Prévert; fotografia: Eugène Schüfftan, Louis Page, Marc Fossard, Henri Alekan; montaggio: René Le Hénaff; musica: Maurice Jaubert; scenografia: Alexandre Trauner. Con Michèle Morgan (Nelly), Jean Gabin (Jean), Michel Simon (Zabel), Pierre Brasseur (Lucien), Robert Le Vigan (Michel), Édouard Delmont (Panama), Aimos (Quart Vittel), Marcel Pérès (autista), René Génin (dottore), Jenny Burnay (la ragazza di Lucien), Roger Legris (il fattorino dell'albergo).
Il mondo di Prévert e di Carné è cupo, disperatamente cupo. I personaggi, tutti schiacciati dal peso del proprio destino, non fanno che parlare di speranza, di evasione o di grandi viaggi, mentre in realtà sono condannati a rimanere nel loro mondo perduto, sordido e lontano dalla realtà. È quel che si chiama fatalità.

LA POESIA DEL CINEMA ALL’OPIFICIO DEI SENSI

In un tempo, il nostro, in cui si spreca la parola capolavoro, destinata a essere in realtà dedicata solo a opere che il tempo non scalfisce e non a effimere opere che dopo un decennio non esistono neppure nella memoria delle persone, ecco che questo mercoledì 22 gennaio all’Opificio dei Sensi, alle Ferrazze di San Martino B.A. Verona Est,  si potrà vedere o rivedere uno dei film che meritano il titolo di capolavoro: "Le quai des brumes" ( Il porto delle nebbie) di Marcel Carné. Forse è sbagliato comunque dire “di di Marcel Carné” perché il film vive si della sua leggendaria maestria di regia, ma respira con la scrittura di  Jacques Prévert; sublime poeta amoroso, la fotografia di Eugène Schüfftan, Louis Page, Marc Fossard, Henri Alekan, la musica immortale  di Maurice Jaubert e, non ultima dall’interpretazione mitica di Michèle Morgan, Jean Gabin ,Michel Simon  in un cast formidabile che poteva contare anche su Pierre Brasseur, la divina parterre del cinema francese che in quel momento, 1938, tentava di risalire la china persa nei confronti degli Stati Uniti dopo la I guerra mondiale. Una speranza che proprio la seconda guerra mondiale rese vana. In questo film il  mondo di Prévert e di Carné è disperatamente cupo. I personaggi, tutti, sono schiacciati dal peso insopportabile del proprio destino,  noi li vediamo parlare di speranza, di sogni, vediamo nei loro occhi i  grandi viaggi, mentre sono condannati a rimanere nel loro mondo. Un mondo dominato dalla fatalità, per loro, sconfitti , sempre negativa. Il film ha il merito di regalare allo spettatore i loro sogni, lo spettatore sappia che non può disperderli.
Appuntamento alle ore 21, ingresso libero fino a esaurimento dei posti.


22 Gennaio 2014
ore 21
presenta Ugo Brusaporco


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ERAVAMO TUTTI COLONIALISTI

COLONIALISMO.PDF

Appuntamento con la grande Storia questo martedì 21 gennaio al CTG in via Santa Maria in Chiavica, gioiello del centro più storico di Verona antica. Per la manifestazione “Oh Uomo! La Grande Guerra” si parlerà del “Colonialismo prima della guerra” mettendo anche a confronto quello italiano che si era concretizzato  in Africa nel 1885 in Eritrea, nel 1889 in Somalia, nel 1911 in Libia ( prima dell’avventura fascista del 1935 in Etiopia), con quello inglese, proprio nel 1914, cento anni fa, prima della guerra, la Nigeria diventava colonia britannica, e degli altri paesi. Poche grandi potenze europee, che, “con fasi alterne e fra grandi contrasti d'interesse, si erano assicurate a partire dal Quattrocento grandi imperi oltremare, sfruttandoli per secoli. Fra l'ultimo ventennio dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento, esse si affrontarono, pur senza mai incrociare le armi frontalmente, in una corsa alla definitiva spartizione del mondo”. All’interno di questa grande questione l’Italia manteneva una peculiare specificità derivante dal permanere della Questione Romana. Autorevoli voci del cattolicesimo italiano assunsero posizioni di condanna contro il colonialismo. La rivista dei gesuiti "La Civiltà cattolica", considerato organo ufficioso della Santa Sede, negò, per esempio, recisamente l'esistenza di un diritto "della civiltà contro la barbarie", che potesse in qualche modo legittimare la presenza italiana in Africa. Si parlerà di questo, martedì a Santa Maria in Chiavica, con gli storici Salvatore Iervolino, Maurizio Grassi e Piero Braggio e Abbas Gharib, coordina l’incontro Ugo Brusaporco, si inizia alle 20.30, ingresso libero


Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.




20/01/2014


IL CINEMA RUSSO APRE CON STALINGRADO


La quinta edizione della rassegna di Cinema Russo organizzata dall'Associazione Conoscere Eurasia, e patrocinata dal Consolato russo di Verona e dal Comune di Verona, si apre questo lunedì 20 gennaio nella sala del CTG a Santa Maria in Chiavica, nell'omonima via della più medievale Verona. Per l'inaugurazione, la rassegna scorrerà per 10 lunedì consecutivi, si è scelto di ricordare la drammatica battaglia di Stalingrado (1942-1943) e uno dei suoi più eroici protagonisti il cecchino sovietico Vasily Grigoryevich Zaitsev, con un film, "Enemy at the Gates" che spettacolarmente mette in scena avvenimenti e personaggi della più leggendaria battaglia del XX secolo. Una battaglia che vide coinvolte contrapposte le truppe alleate degli invasori tedesche e italiane contro l'esercito sovietico chiamato a difendere la città di Stalingrado. Una lotta tra due idee contrapposte, i primi portatori dell'ideologia nazifascista, gli altri difensori  del  comunismo. 500 mila abitanti della città  persero la vita, con loro almeno un milione e mezzo di soldati dei due fronti (fonte The Guardian). Il film racconta, senza troppo romanzarla, la vera storia di Zaitsev, che personalmente, come cecchino, ha collezionato qualcosa tra i 250 e i 500 nazifascisti uccisi, diventando un eroe celebrato dalla stampa sovietica e dal popolo. Zaitsev era inquadrato nel 1047° reggimento fucilieri della 284° divisione di fanteria che era parte della 62° Armata. Dopo Stalingrado fu ferito agli occhi, operato urgentemente, riuscì a concludere la guerra combattendo. Dopo la guerra gestì una fabbrica a Kiev. Il film di Annaud è tratto dalle sue memorie. nei suoi panni l'attore Jude Law, in quelli del cecchino tedesco mandato a stanarlo, Ed Harris, questa vicenda biografica è confermata da fonti tedesche, ma on del tutto chiarita, d'altra parte questo è un film non un saggio di storia. Vera la dolce storia d'amore tra Zaitsev e Tania, soldatessa mandata dalle retrovie a difendere Stalingrado dall'assedio, e qui interpretata da Rachel Weisz. Politicamente importante il ruolo del commissario politico Danilov, nel film Joseph Fennies, la sceneggiatura di Alain Godard e dello stesso Annaud tenta di risolvere in poche sue battute  un mondo freneticamente in evoluzione ideologica qual'era quella del 1943 sul fronte di Stalingrado, u compito troppo difficile per un film di grande spettacolarità e azione. Appuntamento alle 20.30 a Santa Maria in Chiavica, presenta il film Ugo Brusaporco, ingresso libero fino a esaurimento de posti.

L'ingresso alle proiezioni è libero















Cineclub Verona e Osteria Al Carro Armato presentano

CINEMA DA TUTTO IL MONDO
CHE GUARDA IL MONDO

anno secondo
dieci giovedì con film da vedere insieme, nel cuore di Verona,

Proiezioni all’Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2,
(vicino a Piazzetta Chiavica, tra le Arche Scaligere e Via Sottoriva)

IL VOLO DI MARCELLO MASTROIANNI
Theo Angelopoulos
O'MELISSOKOMOS
( Il volo, Grecia/ Francia/ Italia, 1986, col., 102’)



Grande incontro con il l’emozione e la classe del cinema questo giovedì 16 gennaio al Carro Armato dove Cineclub Verona e l’omonima Osteria presentano per la rassegna “Cinema da tutto il mondo che guarda il mondo” il capolavoro di Theo Angelopoulos  “O'MELISSOKOMOS” (Il volo, 1986) con l’indimenticabile Marcello Mastroianni. Qui, in una delle sue più intense interpretazioni, recita la parte di  Sypros. Questi è un maestro elementare, uomo di mezza età,  che vive, con la sua famiglia, in una cittadina greca.. Le nozze della figlia provocano in lui un improvviso senso di disorientamento. Abbandonare la famiglia e la scuola per dedicarsi al mestiere di apicoltore. Per questo inizia un viaggio, dall’Epiro al Peloponneso, mai onirico, ma di nuova iniziazione, alla ricerca di un terreno pieno di fiori dove le api possano produrre miele in abbondanza. Metafora della vita, poesia dell’essere umano, invito alla sapienza del vivere, il film è un raro viaggio in cui  regista e attore conducono lo spettatore. Come chi ama il cinema sa, i film di  Angelopoulos sono un “autentico piacere estetico: la dilatazione del tempo, l’uso del piano sequenza, la perfetta fusione fra immagini e musica, la sensibilità nel trattare gli aspetti più nascosti dell’animo umano (grazie anche al sapiente utilizzo di attori straordinari) garantiscono ai suoi film una qualità espressiva lontana anni luce dalle approssimazioni linguistiche e paratelevisive che spesso affollano i nostri schermi”. Per chi ama il cinema un’occasione da non perdere. L’appuntamento è ’Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2, vicino a Piazzetta Chiavica, tra le Arche Scaligere e Via Sottoriva) alle ore ore 21, ingresso libero

Un programma curato da Ugo Brusaporco per Annalisa
I film provengono tutti dalla CineVideoTeca del Cineclub Verona

Info: cineclubverona@libero.it


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Opificio dei Sensi e Cineclub Verona presentano
Un mercoledì non sempre da leoni

QUANDO I RICORDI NON DIVENTANO MALINCONIA

Distant Voices, Still Lives
Terence Davies, GB, 1988, 80’



Grande incontro di cinema all’Opificio dei Sensi, alle Terrazze di San Martino B.A. a pochi chilometri da Verona, dove per la rassegna del Cineclub Verona “Non è sempre un mercoledì da leoni” si presenta il capolavoro cult di Terence Davies “Distant Voices, Still Life”. Un film sulla memoria , narrativamente di grande originalità, perché non cerca di coinvolgere lo spettatore costringendolo a seguire una trama, ma lo avvolge, con lo straordinario aiuto delle musiche, che diventano il dialogo dei sentimenti, portandolo a gustarsi un’emozione antica, quella dei ricordi svaniti. Protagonisti tre fratelli che ricordano il padre violento e tiranno e la madre dolce e in cerca di poter vivere accanto a quell’uomo. L’ambiente è la Liverpool prima dei Beatles, la vicenda ha inizio mentre infuria la seconda guerra mondiale. In casa o al pub tutti cantano le loro canzoni, le sanno a memoria, le usano per dire di loro, di quello che sognano di quello di cui hanno paura. Il regista confeziona in 80 minuti un film indimenticabile. L’appuntamento è alle ore 21, ingresso libero fino a esaurimento dei posti

15 Gennaio 2014
ore 21
presenta Ugo Brusaporco


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1913 I CATTOLICI ENTRANO NEL GOVERNO ITALIANO,
INIZIA UNA NUOVA STORIA


Incontro di grande importanza questo martedì 17 dicembre al CTG in Via Santa Maria in Chiavica, dove, nell'ambito della manifestazione "Oh Uomo! Quale Grande Guerra" in corso fino al dicembre 1919  per raccontare quello che il primo conflitto mondiale significò per
l'Italia, si discuterà sul tema: " 1913 i cattolici entrano nel Governo italiano, inizia una nuova Storia". Cento anni sono passati da quelle storiche elezioni in cui, grazie al cosiddetto Patto Gentiloni, nel Parlamento entrarono 26 nuovi deputati cattolici, esaudendo così un desiderio di Papa Pio X, che per frenare le avanzate della sinistra socialista non aveva trovato altra soluzione che contraddire il suo predecessore Pio IX  e il suo "non expedit", con l'enciclica "Il Fermo Proposito" dell'11 giugno 1905. Le elezioni politiche del 1913 si svolsero il 26 ottobre  e il 2 novembre. Ricordare quell'evento fondamentale della Storia italiana e della sua dipendenza dal mondo cattolico,dopo i fatti del 1870. A parlare della questione introdotta da Ugo Brusaporco, saranno lo storico e polemista Salvatore Iervolino, il giornalista e storico Maurizio Grassi, insieme al grande architetto iraniano Abbas Gharib, che concentrerà la sua attenzione sul tema attualissimo del rapporto tra potere politico e religione. L'appuntamento è alle ore 20.30 nella Chiesa di Santa Maria in Organo, nell'omonima via nel pieno centro antico di Verona, l'ingresso è libero.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Cineclub Verona e Osteria Al Carro Armato presentano

CINEMA DA TUTTO IL MONDO
CHE GUARDA IL MONDO

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(vicino a Piazzetta Chiavica, tra le Arche Scaligere e Via Sottoriva)
9 gennaio  2014 ore 21
"Crustáceos"
di Vicente Pérez Herrero
Spagna 2013 100’
ANNULLATO


Il mondo di oggi nei riflessi di un grande regista “ un film sulla Spagna di oggi, su giovani e anziani che manifestano per non morire disoccupati, per non vedersi togliere la sanità e la scuola, per poter vivere e amare, per costruirsi qualcosa che rispetti quello che si è ottenuto, che non innesti la retromarcia sulla civiltà. Con grande poesia, senza urla, il film si dipana tra le proteste delle piazze e le intimità anche violente di chi comunque non rinuncia a vivere, a guardare le stagioni che cambiano, le foglie degli alberi, la luna. Alto è il messaggio del regista: non cedere, non sperare, ma lottare, come quando si ama qualcuno e non si vuole perderlo”. U.B.

Un programma curato da Ugo Brusaporco per Annalisa
I film provengono tutti dalla CineVideoTeca del Cineclub Verona

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Opificio dei Sensi e Cineclub Verona presentano
Un mercoledì non sempre da leoni

WEST AND SODA
Bruno Bozzetto
Italia, 1965, 86'


Scritto dal regista con Attilio Giovannini. Animazione: Guido Manùli, Giuseppe Laganà, Franco Martelli. Musica: Giampiero Boneschi
'Quando si è trattato di cercare un soggetto per fare un lungometraggio mi sono chiesto quale era il tipo di storia più vicino ad una favola…e ragionando sul western ho scoperto che rappresentava lo scenario ideale per creare una favola: fin dal primo fotogramma si sapeva chi moriva, chi vinceva, chi sposava, quando sarebbe stato il duello'. Bruno Bozzetto
Clementina, una dolce fanciulla del West, è sottoposta alle continue vessazioni del 'Cattivissimo', un ricco proprietario del luogo che vuole assolutamente impossessarsi del suo fertile terreno. L'imprevisto arrivo di Johnny, un misterioso cow-boy giunto da lontano, la salva però dalle prepotenze dei 'cattivi', che vengono eliminati uno ad uno in spettacolari duelli.

8 Gennaio 2014
ore 21
presenta Ugo Brusaporco



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CIQUANT'ANNI FA IL PAPA COMINCIÒ A CAMMINARE NEL MONDO


Il 4 Gennaio del 1964 per la prima vola nell'era moderna un Papa volontariamente compì un viaggio internazionale: Paolo VI con il suo pellegrinaggio in Terra Santa, non solo aprì la strada ai viaggi dei suoi successori, ma in momento storico di grande tensione, a soli vent'anni dalla fine della guerra, si reca in quell'Israele che aveva pagato il crudele prezzo della Shoah. La scelta di Paolo VI era di grande coraggio storico e politico. Prima di lui, l'ultimo Papa a uscire dai confini dello Stato Vaticano era stato Pio VIII. Napoleone Bonaparte lo aveva voluto a Fontainebleau, in esilio, nel giugno del 1812. Il gesto di Paolo VI, eletto Papa il 21 giugno 1963 (lo sarà fino al 6 agosto 1978) è di quelli destinati a sorprendere. Il Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII e portato avanti dallo stesso Paolo VI, si avviava alla sua conclusione, portando uno spirito nuovo nella Chiesa che affrontava il mondo moderno, alla luce di questo si legge la sua scelta, il suo tornare alla Terra Santa per ritrovare il senso dell'insegnamento di Gesù, per togliere alla Chiesa le incrostazioni terrene che ne avevano cancellato la vista. Fu il primo Papa a usare l'aereo, e il suo viaggio comprendeva la visita insieme allo Stato di Israele quella del Regno di Giordania, all'epoca la Terra Santa era divisa tra le due nazioni. Atterrato a Amman, dopo gli incontri ufficiali, in auto raggiunse Gerusalemme fermandosi sulle sponde del fiume Giordano, per ricordare il battesimo di Cristo. Il 4 dicembre precedente aveva detto ai padri conciliari che approvarono il suo viaggio: "Vedremo quel suolo benedetto, donde Pietro partì e dove non ritornò più un suo successore; noi umilissimamente e brevissimamente vi ritorneremo in segno di preghiera, di penitenza e di rinnovazione per offrire a Cristo la sua Chiesa". Ora a Gerusalemme non lo attendeva solo l'incontro con la terra calpestata da Gesù, in quei giorni la stampa israeliana aveva accusato, con toni forti, Pio XII di complicità con la persecuzione nazista contro gli ebrei. Paolo VI, che era stato sostituto della Segreteria di Stato e poi pro-Segretario di Stato proprio con Pio XII durante la II Guerra Mondiale, non esitò a difenderne la memoria. Ma al termine della messa, alla Basilica della Resurrezione, non esitò a parlare di colpe:  "Prendiamo coscienza con sincero dolore di tutti i nostri peccati, dei peccati dei nostri padri, di quelli della storia passata, prendiamo coscienza di quelli del nostro tempo e del mondo in cui viviamo", e continuò: " Siamo venuti come i colpevoli che tornano al luogo del loro delitto … Siamo venuti per batterci il petto e domandarTi perdono, per implorare la Tua misericordia". Ad accoglierlo a Gerusalemme era stato il Presidente israeliano  Zalman Shazar, era un poeta, uno scrittore, un uomo di profonda cultura, come Paolo VI. Fu una visita che segnò profondamente i rapporti tra le due religioni e che portò definitivamente la Chiesa nel mondo delle Nazioni.

Ugo Brusaporco

Entrando in Israele ricevette il saluto del presidente Zalman Shazar3, Zalman Shazar, nato Shneur Zalman Rubashov (24 novembre 1889 - 5 ottobre 1974), poeta e scrittore, fu il terzo Presidente di Israele dal 1963 al 1973.  a cui rispose presentandosi come «pellegrino della pace, venuto per venerare i luoghi santi e per pregare».A Betlemme, dalla grotta dove nacque Gesù, dopo aver espresso la sua fede con immensa profondità teologica e un intenso slancio di commozione, da questo «luogo di purezza e di tranquillità dove nacque venti secoli or sono Colui che invochiamo come Principe della pace», rivolse un accorato invito ai capi di Stato perché si impegnassero a generare e conservare la pace nel mondo.
nel suo saluto a Gerusalemme, nel territorio israeliano, Paolo VI coraggiosamente difese la memoria di Pio XII che in quei giorni la stampa aveva accusato di complicità con la persecuzione nazista contro gli ebrei.

L'ultimo Papa che prima di Paolo VI è stato fuori dall'Italia è Pio VIII Pio VII (1800-1823), portato da Napoleone Bonaparte in esilio coatto a Fontainebleau il 9 giugno del 1812; dunque, con Paolo VI e con il suo pellegrinaggio in Terra Santa cominciarono i viaggi internazionali dei Papi nell'era moderna
Paolo VI, Papa tra il 21 giugno 1963 e il 6 agosto 1978, sei mesi dopo la sua elezione fece il suo primo pellegrinaggio internazionale dei 9 del suo pontificato, a Terra Santa, visitando Amman (Giordania) e Gerusalemme (Israele) tra il 4 e il 6 gennaio 1964. In realtà, come racconta mons. Pasquale Macchi, allora segretario personale del Papa, la decisione fu presa e comunicata ad alcuni collaboratori già nel mese di settembre, ma fu resa di pubblico dominio ai padri conciliari il 4 dicembre 1963. Va detto anche che 45 anni fa Terra Santa era divisa fra lo Stato di Israele e il Regno di Giordania. Dalla capitale giordana, Amman, Paolo VI, il primo Papa a far uso dell‟aereo, raggiunse in macchina Gerusalemme, fermandosi sulle sponde del fiume Giordano. Oltre agli eventi ufficiali e alle allocuzioni ugualmente ufficiali del programma, il viaggio di Paolo VI, come ricorda mons. Macchi, è pieno di gesti di grande e storico valore simbolico e oggi solo la cronaca dell‟epoca nonché i testimoni diretti ci aiutano a ricostruire questa dimensione del pellegrinaggio svoltosi nelle fasi finali del Concilio Vaticano II. Nulla di questo viaggio è rimasto senza una sua conseguenza e ciò accresce ulteriormente la sua importanza nella storia millenaria della Chiesa cattolica. Paolo VI ha voluto farsi pellegrino “per supplicare Cristo Signore per la salvezza di tutta l'umanità” e tali suppliche non sono rimaste inascoltate.

Per cominciare domani, lunedì 30 dicembre poesia, musica, vino e ... ostreghette al Sottoriva 23 dal mitico Nicola nume tutelare delle notti del San Giò Verona Video Festival, poi ...


Cineclub Verona
Società di cultura fondata nel 1935, diretta da Ugo Brusaporco dal 1979


presenta

IL PROGRAMMA DEL GENNAIO 2014


Mercoledì 8 Sala Video Scuola Primaria Cangrande Via Ca' dei Sordi 18 San Giovanni Lupatoto ore 16.30: "Flag of Our Fathers" ( USA, 2006, 126') di Clint Eastwood

Mercoledì 8 all'
Opificio dei Sensi, località Ferrazze di San Martino Buon Albergo ore 21: "West and Soda"  (Italia, 1965) di Bruno Bozzetto

Giovedì 9 all’Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2, ore 21, "Crustáceos" (Spagna, 100', 2012)  di Vicente Pérez Herrero. Anteprima italiana  ANNULLATO

Martedì 14 al
CTG a Santa Maria in Chiavica ore 21 "South - Sir Ernest Shacketon's Glorious Epic of the Antarctic (1914-1916)" 1919, di Frank Hurley. Documentario sulla grande impresa che nonostante lo scoppio della guerra tenne col fiato sospeso il mondo. Anteprima italiana

Mercoledì 15
Sala Video Scuola Primaria Cangrande Via Ca' dei Sordi 18 San Giovaanni Lupatoto ore 16.30: "Letters from Iwo Jima" (USA, 2006, 135') di Clint Eastwood

Mercoledì 15 all'
Opificio dei Sensi, località Ferrazze di San Martino Buon Albergo ore 21: "Distant Voices, Still Lives" (Voci lontane sempre presenti, U.K.,1988) di Terence Davies

Giovedì 16 all’
Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2, ore 21; "O melissokomos" (Il volo, Francia, Grecia, 102', 1986) di Theo Anghelopoulos

Lunedì 20 al
CTG a Santa Maria in Chiavica ore 21, Cinema Russo: Enemy at the Gates (Il nemico alle porte, USA, Germania, UK, Irlanda, 2001, 131') di Jean Jacques Annaud

Martedì  21 al
CTG a Santa Maria in Chiavica ore 20.30  Le Parole: "La Nigeria diviene una colonia britannica. Il colonialismo prima della Guerra"

Mercoledì 22
Sala Video Scuola Primaria Cangrande Via Ca' dei Sordi 18 San Giovaanni Lupatoto ore 16.30: "The Woman of Paris" ( USA, 93',1923) d Charlie Chaplin, accompagnamento dal vivo di Igino Maggiotto

Mercoledì 22 all'
Opificio dei Sensi, località Ferrazze di San Martino Buon Albergo ore 21: "Le quai des brumes" ( Il porto delle nebbie, Francia, 1938)  di Marcel Carné

Giovedì 23 all’
Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2 ore 21: "Yoidore tenshi"  (L’angelo ubriaco Giappone 1948 94’) di Akira Kurosawa

Lunedì 27 al
CTG a Santa Maria in Chiavica ore 21, Cinema Russo:  "Pjat' Vecerov" (Cinque Serate, URSS, 1978, 103') di Nikita Mikhalkòv

Martedì 28 al
CTG a Santa Maria in Chiavica ore 20.30  "Le arti: La musica prima della guerra, la musica vocale"

Mercoledì 29 all'
Opificio dei Sensi, località Ferrazze di San Marino Buon Albergo ore 21: "Casablanca" 1942 di Michael Curtiz

Giovedì 30 all’
Osteria Al Carro Armato, vicolo Gatto 2, ore 21: "City of Life and Death" (Cina, 2010,  135’) di Lu Chuan, anteprima italiana


Il Presidente del Cineclub Verona, Michael Benson

 
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