NEWS 2013 P/E - Ugo Brusaporco | Verona

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NEWS 2013 P/E

 
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ALL' OPIFICIO DELLE FERRAZZE IL FILM CHE HA REGALATO IL CINEMA AL MONDO


Noi siamo abituati a guardare un film bello, brutto, lungo, corto, a colori, in bianco e nero, di avventura, di amore, di guerra, di qualsiasi genere, siamo abituati a vedere film per la tv, in generale abbiamo chiaro ce cos'é un film e lo sappiamo distinguere da un telegiornale, e questo grazie a un solo film, madre di tutti i film: "The Birth of a Nation" (La nascita di una nazione) di David Wark Griffith. Un film che, nel 1915, anno in cui vide la luce, provocò, nonostante le notizie di guerra, la più grande discussione mai avuta intorno a un film, fu dichiarato maledetto, fu portato agli altari, ma detrattori e incensatori gli riconobbero insieme il fatto di aver fatto nascere il linguaggio cinematografico che prima non esisteva. Se esiste un film razzista è questo, se esiste un film che canta l'amore universale è questo, se esiste un film che fa esplodere l'avventura romantica è questo, se esiste un film che onora l'umanità che muore è questo. Le famiglie Stoneman e Cameron sono le protagoniste di un film che racconta della guerra di secessione, dell'assassinio di Lincoln, della fine del grande Sud, del Ku Kux Klan. Con Lillian Gish incantevole, la grandiosa Mae Marsh, con l'indimenticabile  Henry B. Walthall, i più grande divo dell'epoca. Graziano Guandalini accompagnerà dal vivo al pianoforte  il film che sarà presentato questo venerdì 13 giugno  al circolo culturale Opificio dei Sensi, nella magica cornice del parco adiacente alla struttura del circolo, alle Ferrazze di San Martino Buon Albergo.
La proiezione inizierà alle ore 21 con possibilità di cenare su prenotazione dalle ore 20 presso il ristorante del circolo (telefono 348 8916235, www.opificiodeisensi.it, info@opificiodeisensi.it).

IL SOLSTIZIO SI CELEBRA A ARCHEOLAND
con poesia, parole suoni, danza e magia


Serata magica, questo venerdì 21 giugno nel sito archeologico di Stallavena, alle 21 con Diana Peters, Igino Maggiotto, Renato e Milena, si celebra il solstizio d'estate. Archeoland è un parco archeologico sito in una valletta immersa nel verde, delimitata da un ruscello. L'indirizzo è Località Mulino Sengio 9, Stallavena di Grezzana (VR). Qui come nei riti antichi come spiega Renato Fasolo " Faremo in modo di propiziarci il tempo a venire. Tutti cercheranno di dare e scambiare la massima energia vitale. La musica, le parole, il fuoco, la danza, il luogo, il vino faranno il resto. Immagino incontri e re-incontri in un divenire fluido". Ognuno è invitato a portare qualcosa, non c'è biglietto d'ingresso, c'è l'invito a riflettere sul nostro rapporto con la natura. Con il tempo, con la vita. Un solo consiglio per raggiunger ce Archeoland lasciare l'auto nel parcheggio di Stallavena che si trova in uno slargo sulla sinistra, subito dopo il distributore di benzina, all'altezza della chiesa che si trova sulla destra. A quel punto si sale la strada addentradosi nel paese e, dopo un centinaio di metri, si imbocca la stradina bianca sulla sinistra, dove c'è l'indicazione Archeoland, prima del primo tornante in direzione Alcenago. L'appuntamento è alle 21.
Ugo Brusaporco

COME ARRIVARE

Louis-Charles de Maleville, la battaglia di Medole (1859),
la Casa Nuova, l'Italia che prova a nascere

Il Cineclub Verona e Libreria Europa, presentano, questo Mercoledi' 19 Giugno 2013 nei locali della Libreria in via Tezone 6, a pochi passi da Piazza Cittadella, e dalle mura di Verona, Louis-Charles de Maleville.
Il generale Niel, invece, pur non immaginando che il proprio ordine avrebbe segnato l'inizio di una delle più grandi e sanguinose battaglie della storia, capì subito l'importanza strategica dell'abitato di Medole e decise di conquistarlo senza indugi. La strana presenza di un intero reggimento austriaco, supportato da reparti di cavalleria e pezzi d'artiglieria, aveva fortemente allarmato l'esperto militare francese che, senza chiedere né attendere ordini superiori, comandò un immediato attacco in forze, lanciando un'intera divisione.  Erano le ore 4 del 24 giugno 1859 e la "battaglia di Solferino e San Martino" aveva inizio, nella totale inconsapevolezza di Napoleone III, Vittorio Emanuele II, Francesco Giuseppe e dei loro stati maggiori che, nei rispettivi palazzi di Montichiari, Lonato e Volta Mantovana, ancora dormivano sonni tranquilli... Gli scontri più sanguinosi avvennero per la conquista delle posizioni nevralgiche della Quagliara e di Casa Nuova, dove trovarono la morte oltre un migliaio di soldati e decine di alti ufficiali, tra i quali il colonnello francese Louis-Charles de Maleville (Parigi, 16 giugno 1813 – Medole, 25 giugno 1859) ed il principe austriaco Karl Windisch-Graetz, nipote di Francesco Giuseppe. L'imperatore d'Austria, il 5 luglio 1859, inviò degli emissari per ottenere la restituzione del corpo del principe di Windisch-Graetz. Napoleone III dispose che le richieste dell'imperatore austriaco fossero soddisfatte e non si lasciò sfuggire l'occasione per velatamente lasciar intendere la propria disponibilità alle trattative che avrebbero portato all'armistizio di Villafranca.
Introduce l’argomento Ugo Brusaporco, con gli interventi di Salvatore Iervolino e  Maurizio Grassi

ingresso libero, discussione obbligatoria


E' morto Augusto Tretti!
Il cinema italiano ha fino alla fine sprecato il suo genio.
Ugo Brusaporco

Il suo ultimo film, purtroppo, l'ho girato io.

BEGINNER’S GUIDE …


Cammino al Mercato, direzione Svizzera, per arrivarci saluto un’amica in Israele, raccolgo una borsetta in Giappone, cerco una caramella in Canada, passo dall’angolo dei corti in cerca del catalogo e una ragazza mi  ferma e mi dice: “Intanto può dare un’occhiata a questo?”  e mi regala il volantino del film che promueve: “Mayehem and the Overlord of the Underground”, quello che mi colpisce è che a chiare lettere si legge anche : “ Court Métrage Short Film Corner  Festival de Cannes 2013”, controllo le pareti colme di simili volantini, tutti con lo stesso “Festival de Cannes 2013”, sono film che si vedranno al computer tra pochi che ne hanno il tempo. Mi chiedo perché il nome del Festival venga concesso così fácilmente, quando esistono due sezioni ufficiali di corti in concorso. Incontro Matteo, è riuscito a avere una tessera del Festival senza procedure altre che oltre 350 euro per poter vedere tutto quello che passa al mercato e dintorni. A Cannes l’importante é pagare, anche per scrivere il nome del Festival sul proprio film, forse. Intanto arrivo in Svizzera, domani, 16 maggio ci sarà la festa di Locarno, intervisterò il direttore. Mi accorgo che é dalle 17 alle 19, in concorso a quell’ora c’é “Tian Zhu Ding” di Jia Zhagke, uno dei favoriti alla Palma, ho chiesto a Giulia di bloccare il direttore per un’intervista alle 19 e di tenermi da parte qualcosa del ricevimento. Ieri sono arrivato verso mezzanotte, com Matteo. A casa Enrica dormiva e Andrea era stanco, Matteo há dormito in auto, penso. Il daily di Variety oggi avverte i nuovi che arrivano a Cannes, com una piccola guida che si apre così: “ Se arrivi per la prima volta a Cannes, ci sono solo tre cose che tu devi necessariamente conoscere: Come conversare con i nativi, come conversare com i festivalieri e come arrangiarsi per i party. Le prime due cose sono facili. È la terza cosa che é complicata ogni volta” … Lo sappiamo tutti noi sempre a cacciav di un’invito!  Benvenuti a Cannes


Cineclub Verona e Osteria al Carro Armato presentano

Sandro De Bruno è un produttore di vino che sfida la consuetudine per cercare nella terra e in vigna il senso del passare del tempo e la poesia del vino. I suoi bianchi sanno delle sue idee e per una sera giocano con una cena studiata da Annalisa per loro.
  
Mercoledì 8 maggio 2013 Ore 20.30

Osteria al Carro Armato vicolo Gatto 3 Verona Antica

Ricerca dell’equilibrio tra originalità e territorio. E’ questa la filosofia che Sandro, titolare dell’azienda, ha voluto creare.   Scrupolosa attenzione a tutte le fasi della produzione e ricerca di tanti piccoli particolari.  Con il supporto di una tecnica enologica all’avanguardia, siamo riusciti prima ad interpretare ed a valorizzare il vigneto, estraendo le migliori componenti qualitative delle uve e poi ad ottenere vini piacevolmente armoniosi, freschi e minerali. Vini che appagano, per genuinità e particolarità, anche i palati più esigenti. Un traguardo che rappresenta la massima espressione qualitativa di questa singolare ed unica zona di produzione. I vini ottenuti dall’azienda riflettono, nella loro struttura e tipicità, a seconda della tipologia, il terreno in cui sono messe a dimora le viti. Elemento essenziale per renderli unici ed inimitabili. Inoltre, la zona presenta un microclima ideale e straordinario per la maturazione delle uve. Le precipitazioni, la temperatura, lo sbalzo termico, l’insolazione giornaliera ed i venti concorrono, in egual misura, nell’influenzare la crescita ottimale e lo sviluppo armonioso della vite.
Guida la degustazione Alessandra Righetti, della cantina Sandro de Bruno
Presenta Ugo Brusaporco accompagnato dalla poesia musicale di Igino Maggiotto e dalle divagazioni enogastronomiche di Maurizio Grassi,

ingresso 25 €



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COSA RESTA OGGI DI  SØREN KIERKEGAARD ?

Il Cineclub Verona e Libreria Europa, presentano, questo giovedì 2 maggio nei locali della Libreria in via Tezone 6, a pochi passi da Piazza Cittadella, e dalle mura di Verona,  “Il cristianesimo, è l'unica realtà, la realtà etica dell'individuo? Cosa resta oggi di Søren Kierkegaard ?”. Un incontro per ricordare il filosofo e fine scrittore danese, nato a Copenaghen  il 5 maggio 1813 e morto nella stessa città nel 1855. Vita e pensiero sono estremamente  e strettamente uniti in questo autore capace di dare vita, inconsapevolmente, all’esistenzialismo. Scoprire il suo profondo credo cristiano, il suo disprezzo verso le istituzioni della chiesa e il suo amore per l’idea di Dio, è compiere un cammino di vita. L’incontro è alle ore 19, l’ingresso è libero, interverranno insieme a Maurizio Grassi altri studiosi del grande filosofo.

IL SOLE DI NOTTE, il nuovo testo teatrale per bambini di Ugo Brusaporco,
sarà presentato il 6 Giugno 2013 alle ore 10 al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto

IL SOLE DI NOTTE (testo integrale PDF)

SGUARDI PREMIATI  NEW YORK AL CARRO ARMATO

L'intero cast del film è stato premiato al Festival di Syracuse, New York, dove "Regards" (Sguardi), lungometraggio del regista italo-belga Paolo Zagaglia, insegnante di cinema a Bruxelles, già collaboratore dei fratelli Dardenne, era sbarcato dopo il Premio Fevoss assegnatoli al San Giò Verona Video Festival 2012. Un film importante, girato senza alcun aiuto pubblico, costato 7000 (settemila) euro perché l'équipe tecnica e gli attori, tutti professionisti, hanno deciso di lavorare gratis dopo aver letto la sceneggiatura. Anche la musica è originale. Poi il film è stato girato in 9 giorni con una Canon 5D in HD e unicamente in 3 luoghi diversi. Lo si vedrà questo mercoledì 24 aprile, all'Osteria al Carro Armato alla chiusura di sette incontri dedicati al cinema nel mondo. Una scelta importante perché il regista è un migrante della cultura, perché la storia che racconta è il quotidiano di tutte le osterie del mondo, dove uomini e donne si incontrano, nella eterna rivoluzione di non capirsi ma di provare lo stesso a vivere. Un film che emoziona e commuove perché dice l'indicibile, con una semplicità disarmante, perché parla dell'amore impossibile in quanto Amore, al di là dei facili drammi shakespeariani.
L'appuntamento è in vicolo Gatto 3, a due passi da Sottoriva, all'Osteria al Carro Armato, da Annalisa, alle ore 21 di questo 24 aprile, ingresso libero

Ugo Brusaporco



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CON BOCCACCIO E L’ARPA CHIUDONO LE POESIE NEL Dĺ DI DOMENICA

Un vero evento culturale chiude, dopo sei appuntamenti capaci di richiamare un folto e partecipe pubblico, l’ennesima edizione de “Le poesie nel dì di domenica”, la più “vecchia” manifestazione dedicata alla poesia della Provincia di Verona. L’evento è l’incontro con la poesia di Giovanni Boccaccio(1313-1375), di cui si celebrano i settecento anni dalla nascita, accompagnata dall’arpa di Diana Peters, musicista e compositrice australiana, che per la prima volta si cimenta con un testo che appartiene al principio della letteratura italiana. Nel centro culturale Casa Novarini, via Monte Ortigara 7, a San Giovanni Lupatoto, sarà presentato il repertorio lirico dell’eterno autore del “Decameron”, una scelta importante perché permette di scoprire alcune delle pagine meno frequentate del geniale autore di Certaldo, e nello stesso tempo consente di mostrarne la varietà artistica e culturale. Il Sapegno, infatuato del “Decameron”, aveva trascurato la potenza della poesia boccacciana, il riscoprirla è sorpresa coinvolgente. Voluto dall’Assessorato alla Cultura l’ appuntamento è alle ore 17, recita Ugo Brusaporco, l’ingresso è libero, e una sorpresa aspetta il pubblico con il brindisi di saluto finale.

I SETTE FRATELLI CERVI,
La verità ferisce,
il silenzio uccide.
Ora e sempre RESISTENZA !

“Quante cose per un film! È tuttavia necessario per rendersi conto che Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943, erano, prima che eroi, uomini e contadini come se ne trovano da queste parti e in ogni altra regione d’Italia dove divampò la lotta partigiana. È inevitabile che quel numero di sette, e tutti della stessa famiglia (il primogenito aveva 42 anni, l’ultimo 22), stringa per un momento la gola in un nodo. Ma cedere alla commozione conta meno che cercare di conoscere a fondo uno degli episodi più straordinari e gloriosi della resistenza, per cavarne un insegnamento valido soprattutto per quei giovani che dei sette fratelli Cervi non hanno mai sentito parlare. Si può ottenere tutto questo da un film? Gianni Puccini, con il quale hanno collaborato alla sceneggiatura Bruno Baratti e Cesare Zavattini, ci si è provato”. Alberto Blandi, La Stampa, 18/2/1968

Presenta il film  Ugo Brusaporco,

ingresso libero



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LA POESIA DI UNA DONNA DA L’AQUILA TORMENTATA

La poesia di Bibiana La Rovere, fine poetessa abruzzese, ben conosciuta al pubblico veronese dove ha dato il suo contributo al X anniversario dell’Accademia della Poesia, sarà presentata questo 14 aprile a San Giovanni Lupatoto per la rassegna “Poesie nel dì di domenica 2013” organizzata dall'Assessorato alla Cultura. Titolo dell’incontro è un verso dell’autrice: La parola non è mai sola” e la “parola” in Bibiana  La Rovere è un elemento fondante nel suo percorso poetico stretto tra una forma d’annunziana e una profonda fede in Dio. Proprio la Fede è il segno tangibile del suo dire, dell’attraversare il dolore del vivere, del perdere, dell’essere testimoni di una tragedia, come il terremoto aquilano, di fronte a cui l’essere umano si inquieta nel su sentirsi fragile. Ma quella dell’abruzzese è anche poesia di speranza, di futuri possibili, di sfide, dove l’amore del corpo si illumina ancora solo sotto la potente spinta di un altro eterno Amore. Accompagna le poesie, dette da Ugo Brusaporco, il maestro Graziano Guandalini L’appuntamento è questa domenica 14 aprile alle ore 17 a Casa Novarini, centro culturale di San Giovanni Lupatoto, in via Monte Ortigara 7. L’ingresso è libero.

GIOVEDÌ CON RICETTE D’AMORE AL CARRO ARMATO

“Waitress” (Ricette d'amore, 2007) è il film, scritto e diretto da Adrienne Shelly, che il Cineclub Verona presenta questo Giovedì 11 sera  alle 21 al Carro Armato in vicolo Gatto 2, proprio nel pieno centro storico popolare di Verona. Presentato al Sundance Film Festival nel gennaio del 2007, il film di Adrienne Shelly, che vi appare anche come co-protagonista non è solo un film sentimentale ambientato tra le torte e neppure un delicato ritratto di un dramma come l’abuso sessuale familiare, ma è un interessante lavoro sull’amore che coinvolge ogni parte del nostro vivere e che permette ogni genere di cose, anche una torta più dolce perché si è disperati. Dopo le donne del vino nella storica Osteria di Annalisa sbarcano pasticciere che parlano d’amore. Entrata libera fino a esaurimento di posti.

Ugo Brusaporco



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Ricevo dall'amico Marco questo caloroso e sincero invito, lo voglio condividere  con Voi. Ugo Brusaporco

Gentile Cittadina, gentile Cittadino, sapendo che passare una serata a Teatro è ormai consuetudine poco praticata, in special modo se nel cartellone non è presente un nome, un volto, un titolo noto e conosciuto da Voi tutti, ho la necessità di esporvi brevemente un mio pensiero, che vi dedico e che spero susciti la Vostra attenzione.
La premessa parte dal fatto che visto cha la mia vita e quella di tante altre persone come me è stata per destino dedicata esclusivamente al Teatro, alla Danza e a quelle arti che da centinaia di anni hanno allietato, fatto riflettere, ridere o piangere milioni di persone in tutto il mondo e in milioni di rappresentazioni profane e non, intime e oceaniche, finanziate lautamente o frutto di lavoro volontario.
Andare a Teatro è un impegno che richiede passione, attenzione e soprattutto tempo. Di sabato sera soprattutto, quando magari si può passare una serata tranquilla a casa con i propri cari, oppure andare finalmente a cena fuori in un qualche nuovo locale da scoprire o alla consueta pizzeria dove ci piace andare perché così la sera non ci son piatti da lavare.
Andare la sera a Teatro è un vero impegno, bisogna mangiar di fretta, prendere l’automobile che magari hai ben parcheggiato (e magari non sai se le ritroverai lo stesso posto vicino alla porta di casa) oppure ti obbliga a fare una camminata al freddo e al gelo, poi tocca informarsi bene su prezzi ed orari, cercando di capire se ci rimane un po’ di tempo per fare altro.
É un impegno e un sacrificio perché alcuni di voi non possono uscire per motivi di salute, magari non vostri ma di un vostro caro che non volete o non potete lasciar da soli. Magari potreste mandare i vostri figli a Teatro, ma anche potreste chiedere ai vostri figli di regalarvi una serata di libertà. Ma questo è un discorso troppo complesso e non voglio rubarVi troppo tempo.
Andare a Teatro è un impegno perché ci costringe ad essere curiosi, soprattutto se andiamo a vedere qualcosa che non conosciamo bene o che non ci è stato consigliato da un amico fidato. Per non dire che andare a teatro a vedere un amico o un parente diventa poi un obbligo e spesso un piacere, perché quel che si va a vedere è già conosciuto, magari già visto e per questo rassicurante. Questa è la fortuna del teatro amatoriale e dialettale, è bello che sia così. O conosciamo già il testo o conosciamo chi lo enuncerà. E questo è meraviglioso, perché ci fa sentire a casa, e per questo è meno difficile rinunciare a un po’ di intimità e ad un po’ di riposo.
Non vi vorrei raccontare di altri paesi vicini e lontani, dove andare a Teatro è una normale abitudine, un appuntamento inserito normalmente nel calendario di famiglie, giovani studenti, pensionati e single in cerca di compagnia. Il nostro paese, pur offrendo molte possibilità, ha perso un po’ questa sana abitudine, per mille motivi, lascio alla vostra fantasia la scoperta dei motivi di questo lento e triste cambiamento, inutile dirvi quanto desidero che la sana abitudine riprendesse a popolare i Vostri Teatri. Perché molti Teatri sono Vostri, sono pagati con le Vostre tasse e il vostro lavoro. Per questo è bene ricordarlo.
Andare a Teatro chiede che il nostro cervello si concentri su quel che stiamo vedendo e ascoltando, e sicuramente al termine di una giornata già popolata di mille pensieri e di cose da fare non fatte, di parole pensate e non dette, di parole dette e non ascoltate da chi vorremmo … ecco, capisco che ci son mille motivi per cui andare a Teatro è ormai un atto di coraggio, di forza, di eroismo.
Ringrazio anticipatamente e sempre chi vorrà uscire per andare a Teatro, in qualunque Teatro e in qualunque città. Noi abbiamo bisogno di voi, il mondo intero ha bisogno di persone coraggiose e curiose, che hanno voglia di imparare e ascoltare ancora. Perché son quelle persone che poi insegnano a noi cosa di buono o non buono stiamo facendo, comunicandocelo con il loro flebile o entusiastico applauso, nei casi più fortunati nei camerini dopo lo spettacolo, raccontandoci le impressioni e le emozioni che speriamo sempre di riuscire a trasmettere.
Grazie per la vostra attenzione.
Marco Schiavoni

UNA DOMENICA PER CANTARE LA POESIA DI ANNA ACHMATOVA

"Poesie senza eroe", è il titolo del quinto incontro con Le Poesie nel dì di domenica, l'ormai storica manifestazione che l'Assessorato alla Cultura di San Giovanni Lupatoto dedica alla poesia per regalare un pomeriggio festivo lontano dal clamore della tv e del calcio. Il titolo dell'incontro di questa  domenica 7 aprile è quello del più denso poema di Anna Achmatova ((Bol´šoj Fontan, Odessa, 1889 - Mosca 1966), grande poetessa russa, attiva da prima della Rivoluzione fino a diventare invisa allo stalinismo per la sua poca adesione al realismo socialista. Un critico la definì "Un incrocio tra una puttana e una santa". D'altra parte il suo spirito indipendente, la sua cultura, il suo conoscere il mondo non potevano che costarle caro sotto una dittatura. Fu con Modigliani, tra il 1910 e il 1911, a Parigi, e diventò sa modella, fu poi in Italia settentrionale, visitò anche Padova e Venezia, prima della Grande Guerra e quasi cinquant'anni dopo la ricorderà così:" Simile a un sogno che ti rammenti per tutta la vita". I suoi versi sono celebrati in tutto il mondo, e sarebbe impossibile il contrario, lei tuffa il lettore nell'eternità del vivere: "Io sono per te la voce del liuto / in una diafana alba d'oltretomba". Il programma dell'incontro, che vedrà l'attrice Olga Manganotti, accompagnata da Graziano Guandalini, prevede la lettura del poema "Rekviem" (Requiem, 1935-1940), un testo vietato nell'Unione Sovietica. L'appuntamento è al Centro Culturale Casa Novarini, in via Monte Ortigara 7, alle ore 17, l'ingresso è libero.

QUANTO COSTA IL RAZZISMO NELL'ECONOMIA DI UNO STATO

"Akadimia Platanos" (Accademia di Platone),è il film che il Cineclub Verona presenta questo mercoledì 3 aprile al Carro Armato in vicolo Gatto 3, proprio nel centro antico di Verona. Il film di Filippos Tsitos, premiato al Festival internazionale di Locarno 2009 con il Pardo per la miglior interpretazione a Antonis Kafetzopoulos, con il Premio della Giuria Ecumenica e quello della Giuria Giovani, sarà presentato per la prima volta a Verona. Fulcro della trama è il cane Patriota, che abbaia ogni volta che passa un albanese. Stavros e i suoi amici,che passano il loro tempo a cazzeggiare in una piccola piazza di Atene, infatti, non amano gli stranieri, anche se questi fanno i mestieri che i greci si rifiutano di fare;e neppure gradiscono i cinesi che si stanno insediando nel quartiere. Lo stesso, oltre a lamentarsi di loro, languiscono ne loro dolce far niente. Con incredibile forza e ironia Filippos Tsitos porta sullo schermo la crisi greca di oggi mostrandone le radici profonde, troppo simili a quelle che oggi opprimono il destino italiano. Raramente un film s è mostrato così profetico. Il vederlo oggi, dopo cinque anni è il riconoscere al cinema insieme a un valore artistico il suo valore civile. L'appuntamento è alle ore 21, l'ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti.
Presenta il film il critico Ugo Brusaporco



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Una piccola storia da Ugo

Esterno giorno. Da qualche parte nella campagna. Una casa padronale, a fianco un letamaio e il gabinetto. Aria di primavera inoltrata. Pomeriggio. Dal vicino campanile, troppo smilzo e  allungato verso il cielo, le campane, che sembrano a ogni botto scappare via, verso il sole che pensa al tramonto, battono le cinque. Sul muretto che cinta il letamaio un bambino, avrà circa cinque anni, passeggia solitario, sicuro di non cadere in quella melma maleodorante che nella sua testa è il mostro da sfidare in un impresa che neppure Parsifal e San Giorgio insieme saprebbero affrontare. Nella strada vicina si sentono due biciclette saltellare sul fondo sconnesso sconosciuto all'asfalto. Un uomo, alto, con un cappello bruno che copre i pochi capelli bianchi segno di una incipiente calvizie, si avvicina lentamente e pensoso, al bambino. Si ferma a pochi passi da lui. Lo guarda. Gli occhi pieni di una tristezza pronta già a trasformarsi in lacrime. Alzando innaturalmente le spalle, sembra trovare il coraggio per avvicinarsi al bimbo, riesce solo a sbiascicare un inascoltabile "Ciao". Il bambino continua nella sua solitaria e fantasiosa impresa, incurante dei pericoli, che in realtà c'erano. Il giorno prima in una gara di velocità a inseguimento, con suo cugino, sullo stesso muretto, era successo che l'altro, inciampando, si era trovato pochi minuti dopo a affrontare il getto d'acqua fredda con cui sua madre cercava di nettarlo da quella melma immonda in cui era caduto. Avevano dovuto buttar va i suoi sandali ed era finito in castigo, un po' come succedeva ai loro eroi quando invece di salvare le principesse, erano feriti dai draghi. L'uomo finalmente trova il coraggio di avvicinarsi al bambino ora dall'altra parte del letamaio. Ora il bambino può sentire il suo ciao. Sono entrambi fermi, l'uomo vorrebbe dire: cosa fai qui in questo posto puzzolente e pericoloso e ieri tuo cugino, mio figlio ci è caduto dentro e ... possibile non saper dire ... Si era incartato in parole non dette e il silenzio diventava così stupido e il bambino proprio non capiva e ... Dio come dirlo. Come si dicono certe cose, forse una donna le saprebbe dire meglio ... Sembra che i secondi che passano diventino giganteschi ... anni ... secoli ... come il mondo diventasse insopportabile al tempo. Il bambino incurante aveva ripreso a camminare, é sempre un cavaliere che sfida un mostro puzzolente, e ora c'era anche un testimone della grande impresa, solo che il testimone sembrava un po' preoccupato. No, non ci deve preoccupare quando un cavaliere compie un'impresa eroica, gesta che diverranno leggende come quelle dei giornalini e i racconti dei cugini più grandi, come quelle di Ivanhoe e di Valiant. E solo allora si accorge di non avere né la spada, né l'elmo, né lo scudo, né la corazza, e proprio nello stesso momento l'uomo trova il coraggio di parlare e tutto d'un fiato dice: "Vengo dall'ospedale, ho visto la tua mamma, sta morendo". E dal campanile una campane batte un botto, le cinque e mezza, poi, nello slancio decide di volare via da quel dolore, e di sfidare la luna e le stelle e di andare a morire nel sole, dopo aver svegliato l' universo. Avrebbe voluto fondersi e diventare e la spada e l'elmo e lo scudo e la corazza di un bambino sospeso nell'immensità di una lacrima incapace di diventare pianto. Un filo di vento, brezza leggera, coglie lo smarrimento dell'uomo incapace di sostenere il peso delle sue parole, frettoloso si allontana dal bimbo, voltando le spalle al dolore appena spanto. Il bambino stette, immobile, come se quel drago puzzolente lo avesse ferito a tradimento. Nelle storie dei cavalieri non succede, c'è l'onore, oh certo ci sono anche i vili, ma non hanno i ruoli principali e poi il drago muore sempre e il cavaliere ... il cavaliere riprende il suo cammino, e un giro intorno al letamaio e un altro e un altro ancora e ancora uno e uno ne occorrono ancora e ... dal cielo la campana era tornata e ora suonava con le sorelle il vespro e il suono invita la campagna alla pace e se un bambino continua a camminare, cavaliere che sfida un mostro puzzolente, intorno la vita continua, come sempre e i contadini tornano dai campi e li operai dalle fabbriche e gli impiegati dall'ufficio e nei negozi si accendono le luci e lì, a pochi passi dalla casa padronale, proprio sotto il campanile c'è una vecchia, alta e secca, signora che vende strisce di liquirizia e uno strano dolce, il "macafame", che piace molto a quel bambino, almeno così raccontavano le campane, là, sopra l'alto e troppo smilzo campanile.

Ugo Brusaporco

Ancora Pasqua. Perché?

Ancora Pasqua
Perché?
Per un Cristo
morto in solitudine
su una croce
due millenni fa?
Per le lacrime
di una bambina
incapace di reagire
alla separazione
dei suoi genitori?
Per un bambino adottato
e lasciato ad aspettare
in solitudine
la mattina di fredde giornate
davanti al cancello
di una scuola?
Per un padre
che ha perso il lavoro?
Per giovani
che non riescono
a costruirsi domani?
Per anziani
abbandonati alle badanti
o in anonime case di riposo
o nel loro appartamento
regalo di amara solitudine?
Per la natura che abbiamo tradito
cementificando il mondo
credendo la Terra
una banca da saccheggiare?
Ancora Pasqua
Perché?
Per stare in auto
in fila a inquinare?
Per mantenere l’economia
con uova di cioccolato
e vacanze precotte?
Per trovare nuovi amici
su internet?
Amici che non ti regalano
il raffreddore,
come succedeva con
il tuo vecchio compagno di classe?
Già, lui,
dov’è finito?
E i suoi occhi,
dietro quei troppo grandi occhiali,
sapranno ancora
di quelle lacrime
che l’esser solo
gli regalava?
E quanti amici
ho tradito e abbandonato
e quanta solitudine
ho guadagnato?
Ancora Pasqua
Perché?
Per conoscere
il peso della solitudine
di un uomo che muore in croce
ogni giorno?

Ugo Brusaporco, Pasqua 2013

UN MERCOLEDÌ CONTRO IL RAZZISMO AL CARRO ARMATO

“London River” di Rachid Bouchareb, un film sulle religioni, le razze, le lingue, il sospetto, il terrorismo, l’amore, sarà presentato questo mercoledì 27 marzo all'Osteria al Carro Armato, nell'ambito della breve assegna che il Cineclub Verona ha voluto dedicare al Cinema di tutto il mondo.   Ambientato tra Francia e Inghilterra nei giorni che seguono il  tragico attentato di Londra del 7 luglio 2005, costato la vita a 56 persone e il ferimento di oltre settecento, il film di Bouchareb racconta con emozionante semplicità il destino di una madre e di un padre che cercano nella città sconvolta i propri figli. Lei (una impagabile Brenda Blethyn) é bianca, cattolica, vedova, contadina, viene dal  Baliato di Guernsey, un’isola inglese sul canale della Manica. Lui ( il bravissimo Sotigui Kouyate) , nero, musulmano, da anni vive in Francia, dove lavora come forestale, é arrivato dall’Africa per mantenere una famiglia che sente solo per telefono, non conosce neppure il viso di suo figlio. Si incontrano lei lo guarda con sospetto, lo denuncia alla polizia perché egli ha una foto con suo figlio vicino a sua figlia. Insieme penano girando per gli ospedali in cerca di notizie, insieme sperano che i loro figli non siano tra le vittime dell’attentato, insieme scoprono che i loro figli erano innamorati l’uno dell’altra e che il destino aveva impedito loro di essere ancora felici. Lui tornerà  nella solitudine dei boschi, lei a coltivare i suoi campi, ma prima si sono abbracciati, hanno riconciliato i loro mondi diversi ed ora la  natura ritrovano un senso alla loro dolorosa esistenza. Un grande film, attuale, vero, importante. L'appuntamento é a Carro Armato, in vicolo Gatto 3, vicino a Sottoriva, nella Veona Antica alle 20.30, l'ingresso è libero.



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D'ANNÙNZIO A SAN GIOVANNI LUPATOTO

Ricordano Gabriele D'Annùnzio (Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938), "Le poesie nel dì di domenica" in questa domenica 24 marzo a Casa Novarini a San Giovanni Lupatoto. Un incontro che fa eco a un altro di qualche anno fa in cui del Vate abruzzese erano state affrontate le poesie del periodo di formazione, quelle contenute nel "Primo Vere" (1879) e in "Canto Novo" (1882). Questa volta, seguendo un cammino che porterà nei prossimi anni ad affrontare  il Notturno, saranno lette pagine della terza parte delle Laudi: Alcyone (1904). Sicuramente qui si trovano le più popolari poesie del D'Annunzio, da "La pioggia nel pineto" a "La sera fiesolana" per non dire di "I pastori". Sara' l'occasione anche per riscoprire liriche più intense come "Il fanciullo", e "L'onda", che creano un importante parallelo tra l'eroico e ardito pescarese e il mite Giovanni Pascoli, due eredi del magistero carducciano vanamente impegnati a superare il maestro. L'appuntamento è alle ore 17, ad accompagnare le poesie, come sempre il Maestro Graziano Guandalini, brindisi finale con Sandro De Bruno.
L'ingresso e' libero fino a esaurimento posti.


23/03/2013

LA BELLEZZA SALVA IL MONDO: "ANDREJ RUBLËV" DI TARKOVSKIJ

Un lunedì di grandi emozioni, questo 25 marzo, al CTG di Santa Maria in Chiavica dove come evento di chiusura dei dieci incontri con il cinema russo organizzati dall'Associazione Conoscere Eurasia sarà presentato il monumentale capolavoro di Andrej Tarkovskij: "Andrej Rublëv". Pronto nel 1966, presentato a Cannes, dov'é premiato dalla critica, il film esce in Unione Sovietica solo nel 1972, quando è ormai diventato cult in tutto il mondo, oggi è un film studiato e amato da studenti e amanti di cinema in tutto il mondo. Nonostante la sua lunghezza che supera le tre ore, il film scorre con intensa forza emozionale, raccontando le vicende terrene di un pittore mito quale é il russo Andrej Rublev (1360 - 1430, date possibili). Andrei Tarkovsky compone un affresco di un'epoca lontana con i colori del nostro tempo. Dice di quella bellezza che Dostoevsky indicava come unica possibilità di salvezza per il nostro mondo, e nel cammino del pittore russo, nel travaglio del suo essere insieme monaco e artista, nel suo cercare, nonostante la crudeltà della guerra, di trovare il volto di un Dio di pace,Tarkovsky riconosce se stesso e noi, pellegrini incapaci di comprendere i disegni degli dei e del fato. Girato in uno splendido bianco e nero, con un finale che golrifica i colori il film  trova interpreti indimenticabili in Anatoli Solonitsyn (Rublev), Ivan Lapikov, Nikolai Grinko. "La conoscenza ci distrae dal nostro principale obiettivo nella vita. Più impariamo meno sappiamo. Andando al fondo, il nostro orizzonte ritorna più stretto", così spiegava il film Tarkovsky, il vederlo o rivederlo ci condanna al dolore di conoscere regalando il privilegio di sapere i nostri limiti. Nel chiasso del nostro mondo quotidiano un fiore fa la differenza, " Andrej Rublëv" è quel fiore. L'appuntamento è alle ore 20.30, l'ingresso da Via Santa Maria in Chiavica 7, la chiesa è tra le Arche scaligere e Via Sottoriva. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.

Il lamento sul sentiero

Il Cineclub Verona e l’ Osteria Al Carro Armato presentano questo mercoledì 20 marzo un capolavoro del cinema mondiale PATHER PANCALI (Il lamento sul sentiero, India, 1955) del maestro Satyajit Ray. Un film di grandiosa intensità e di poesia, che si può raccogliere in una delle frasi più significative di un film che gronda significato:  "Quelli che sono venuti prima sono andati ed io resto indietro./ Trasportami sull'altra riva./ I giorni giungono a conclusione, discende il manto della notte” L’appuntamento è alle ore 20.30, l’ingresso è libero. Il Carro armato è in vicolo Gatto 3, a due passi da Sottoriva,  vi si arriva da Santa Anastasia o da Piazzetta Chiavica


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UNA DOMENICA DI POESIA DEDICATA A YEATS

A San Giovanni Lupatoto le "Poesie nel dì di domenica" per questa domenica 17 marzo rendono omaggio, in occasione del  St. Patrick's Day organizzato a Casa Novarini, alla poesia di William Butler Yeats (1865-1939). Il grande poeta irlandese proprio novant'ani fa, nel 1923, ricevette il Premio Nobel, proprio per la sua particolare e inconfondibile poetica. Le sue poesie sono state messe in musica da Donovan, Loreena McKennit, Angelo Branduardi e da tanti altri, persino da Carla Bruni. "Fu la maschera ad attrarre la tua mente E poi a farti battere il cuore, Non quel che c'è dietro", nella bellezza dei suoi versi c'é il senso di una umanità scandagliata al di là delle profondità shakespeariane. L'appuntamento è alle ore 17 nella sala grande del centro culturale in via Monte Ortigara 7 , accompagna i versi detti da Ug Brusaporco il maestro Graziano Guandalini, l'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.


16/03/2013


LA FELICITÀ AL TEMPO DI STALIN,  AL CINEMA RUSSO

Doppio programma, questo lunedì 18 marzo per l'ormai solito appuntamento dedicato al Cinema Russo. Nella bella sala del CTG Verona in Santa Maria in Chiavica, al numero 7, saranno proiettati la commedia satirica " Scˇ ast’e" (Felicità, URSS, 1934) di Aleksandr Medvedkin,film accompagnato dal vivo da Igino Maggiotto, e il documentario  "Chaliapin, The Enchanter - Memories of the great russian bass" documentario di Elisabeth Kapnist sull'indimenticabile basso-attore russo. Il film di Medvedkin (1900-1989), é una comica sfrenata, unica, irriverente, capace di sconvolgere Stalin e i suoi, visibilmente presi per i fondelli e derisi fin dalla trama ufficiale del film: " Favola in cui si racconta del  miserabile Sempronio, di sua moglie Anna la Cavallona, del ricco vicino Fokà, e anche del pope, della monaca e di altri personaggi. Dedicata all’ultimo poltrone kolchoziano". Eisenstein vedendolo non esitò a fare un paragone con Chaplin: " In Chaplin la gag è individualista. In Medvedkin è socialista. Chaplin ... trova una conclusione, non una soluzione. La soluzione è collettiva. ... Chaplin ritorna dal suo lontano paese (quello dove si reca alla fine dei suoi film migliori), mentre il protagonista di Medvedkin vi si reca". Alla fine, il film nato da un'esperienza incredibile quella dei "cinetreni" d'agitazione, che andavano per le campagne portando cineasti a filmare, per proiettare subito dopo, piccoli film, venne dimenticato come il suo regista. Il film fu riscoperto in Francia nel 1971, grazie a Chris Marker che lo ripulì e rivestì di musica accompagnandolo con un documentario sul regista e i modi di produzione, operazione che colpì Jean Luc Godard che dedicò a Medvedkin e al suo film "Les enfants jouent à la Russie". Il secondo film della serata é un intenso omaggio a un mito della musica e del cinema: Fyodor Chaliapin (1873-1938). Era già leggendario in vita, quando incantava i teatri di tutto il mondo, quando incarnava sul grande schermo Ivan il terribile e Don Chisciotte, il tempo non ha posato neppure un granello di sabbia sulla sua figura e il documentario di Elisabeth Kapnist gli rende un giusto tributo. Le proiezioni iniziano alle 20.30 precise,presentano Ugo Brusaporco e Sergio Pescatori, ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.


16/02/2013


ADOZIONE E ITALIANI AL CINEMA RUSSO

Si parlerà di adozioni, questo lunedì 18 febbraio agli incontri con il Cinema Russo nella sala del CTG della ex chiesa di Santa Maria in Chiavica, nel pieno della città antica di Verona. Alle 20.30 sarà presentato il film di Andrej Kravčuk “Ital’janets”. Il film, del 2005, che non ha trovato distribuzione, mostra una situazione di adozione vista dalla parte del bambino che viene adottato, ponendo una seria riflessione alle famiglie che si recano in paesi stranieri per adottare. Sceneggiato da Andrej Romanov e con la bella fotografia di Aleksandr Burov, il film ci porta in un orfanatrofio in Russia, dove conosciamo Vanja, un bambino di sei anni, ora invidiato dai compagni perché sarà adottato da una famiglia di italiani, una coppia gentile e generosa. Da una parte Vanja è felice dall’altra sente il desiderio di ritrovare la sua vera madre, per far quesuo deve imparare in fretta a leggere, poi affronta gli spazi della grande Russia per la prima grande avventura della sua vita. Il film è il delicato ricordi di una storia vera. Vincitore al Festival di Berlino nel 2005 nella sezione Kinderfilmfest, ha rappresentato la Russia agli Oscar. Il film, mai distribuito in Italia, è in lingua originale con sottotitoli inglesi. Presentano la serata, organizzata dall’Associazione Conoscere Eurasia, il critico Ugo Brusaporco, direttore della rassegna, e il Prof. Sergio Pescatori.

L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.


22/02/2013


UN FIABESCO MUSICAL AL CINEMA RUSSO

Incontro con il musical al sesto appuntamento con il Cinema Russo, questo lunedì 25 febbraio, a Santa Maria in Chiavica, preziosa chiesa restaurata, al numero 7 dell'omonima via nel pieno centro antico di Verona.
La manifestazione, voluta dall'Associazione Conoscere Eurasia, presenta "Snegurochka" (La fanciulla della neve, URSS, 1968), di Pavel Kadochnikov con le musiche di Vladislav Kladnitsky. Snegurochka è un carattere delle fiabe russe che compare nel  1869  nel secondo libro di fiabe scritte da Alexander Afanasyev, rappresenta la signora dell'inverno gelido, che svanisce al ritorno del sole primaverile. Un soggetto che fu amato da Čajkovskij  che nel 1873 scrisse le musiche di "La fanciulla della neve" di  Aleksandr Ostrovskij, da Nikolai Rimsky-Korsakov che scrisse un'opera dallo stesso titolo, da Ludwig Minkus che musicò sullo stesso tema un balletto per Petipa. In questo film, poco conosciuto in Italia, si incontra una grande ballerina come Irina Gubanova, e un attore straordinario come lo stesso regista (che fu con Eisenstein in "Ivan il Terribile"). Il tema del film è stato ripreso proprio quest'anno in un film d'animazione presentato al Festival di Berlino. L'appuntamento è alle 20.30, l'ingresso è libero, fino a esaurimento posti, al termine, come sempre un momento conviviale curato da Marco della vicina Hostaria la Vecchia Fontanina.


L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.


06/02/2013


GALINA ULANOVA INIMITABILE GIULIETTA A SANTA MARIA IN CHIAVICA

Ci sono leggende che appartengono al mondo è una di queste, poche icone, che restano positive nel XX secolo è  Galina Ulanova. La rassegna sul Cinema Russo, che giunge questo Lunedì 11 Febbraio alla quarta proiezione, vuole rendere all´ineguagliabile danzatrice un omaggio proiettando il film "Romeo e Giulietta" (1951),basato sul balletto di Prokofiev nella versione di Leonid Lavrovsky, diretta dallo stesso con Lev Arnshtam, versione di cui è indimenticabile protagonista insieme a Yuri Zhandov. Galina Sergeevna Ulanova era definite da  Sergey Prokofiev: “ Il genio del balletto russo, per la sua anima sfuggente e la sua ispirata poesia” Rudolf Nureev di lei disse : “È la Numero Uno nel mondo”. Prima maestra di Galina fu sua madre, la celebre ballerina Maria Romanova. Un giorno disse: “Io non voglio danzare. Non è facile mostra di essere innamorati, e non è facile muovere le proprie gambe come si vuole e avere sempre dei movimenti giusti”. Ci riuscì e debuttò nel 1928 come Principessa Florina ne “La bella addormentata”, alla fine l`unica a non essere soddisfatta della sua presenza fu lei stessa, troppo critica per applaudirsi, ma immagini come quelle che lei sapeva creare, appartengono solo a lei. La rivedremo alla chiesa di Santa Maria in Chiavica, nell`omonima via del centro storico di Verona, al numero 7, alle 20.30, presentano la serata Michael Benson, presidente del Cineclub Verona e il prof. Sergio Pescatori.


L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.


02/02/2013


DALLA RUSSIA LA STORIA D'EUROPA IN UN CANTO FEMMINILE



Questo, lunedì 4 febbraio alle ore 20.30, in via Santa Maria in Chiavica, nell'omonima chiesa, capolavoro dell'arte veronese, sede del CTG Verona, l'Associazione Conoscere Eurasia
, con il Cineclub Verona, presenta nell'ambito della rassegna dedicata al Cinema Russo, il film più audace dell'avanguardia sovietica, quel "Novyj Babilon" (Nuova Babilonia), che Grigorij Kozincev e Leonid Trauberg girarono nell' URSS tra il1928 e 1929. Il soggetto, ispirato ai romanzi "Au bonheur des dames", "La débacle", "Nana" di Émile Zola era stato sceneggiato dagli stessi registi e fotografato da Andrej Moskvin, rispettando l'ideologia linguistica della FEKS, la Fabbrica dell'attore eccentrico, forse òla più importante tra le scuole cinematografiche delle avanguardie del cinema mondiale. La musica è firmata da Dmitrij Šostakovič, e già questo è un altro motivo fondamentale per vedere il film. Un film che ha il merito d raccontare vivacemente la Comune di Parigi, mettendo in risalto l'eroismo femminile e la vigliaccheria di maschi incapace di asseondare gli ideali in nome di una supremazia machista irrinunciabile. Il film ha il titolo "Nuova Babilonia" perchè all'epoca in Unione Sovietica Parigi veniva definita come la Babilonia contemporanea. Il cast è guidato dalla straordinaria Elena Kuzmina, nella parte di Louise Poirier, una commessa ai grandi magazzini che diverrà eroina della Comune, nella parte dell'uomo che ama e che seglierà di esserle nemico per stare dalla parte dei padroni Pëtr Sobolevskij, ma tutto il cast è di gran rilievo. Il film è conosciuto anche come " Sturm Neba" (Assalto al cielo), che deriva dal nome che Karl Marx aveva dato alla Comune di Parigi. Il film fu accusato di "formalismo" è bandito dalla censura ministeriale.
Presentano Ugo Brusaporco e Sergio Pescatori.

L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.

WAGNER E VERDI, POLITICI SPINTI

Richard Wagner (1813 - 1883) e Giuseppe Verdi (1813-1901)  saranno protagonisti dell'incontro di questo mercoledì 30 gennaio alla Libreria Europa, in via Tezone 6 (vicino all'anagrafe di Verona). Ugo Brusaporco, Maurizio Grassi e Salvatore Iervolino si confronteranno sul valore politico di questi straordinari musicisti facilmente individuati popolarmente come aedi, il tedesco del nazismo, l'italiano del Risorgimento. Si tratta di un confronto ideologico ancora oggi mal compreso, mai musicalmente così forte da essere inquadrato politicamente. Certo esiste una differenza notevole tra il canto di Brunilde e le preghiere di papà Germont, ma le figure femminili di Wagner hanno sicuramente altre valenze di quelle verdiane, e il provincialismo dell'uno non è il sentimento europeo dell'altro. L'appuntamento è alle ore 19, l'ingresso è libero.


27/01/2013


GENSIS KHAN: INFANZIA, ADOLESCENZA E PRIMA GIOVINEZZA DI UN MITO


Incontro con Gensis Khan questo lunedì 28 gennaio alle ore 20.30 a Santa Maria in Chiavica per la rassegna sul cinema russo promossa dall'Associazione Conoscere Eurasia. Sullo schermo della sala del CTG, in via Santa Maria in Chiavica al numero 7, sarà proiettato "Mongol" di Sergej Bodrov con  Tadanobu Asano, Honglei Sun, Khulan Chuluun. Il film, candidato all'Oscar nel 2008 e vincitore a Roma nel 2007, è un kolossal che Bodrov ha dedicato a una delle figure più straordinarie della storia umana, il mongolo Temugin (1167-1227) detto Gengis Khan (Signore Universale), conquistatore e capo di uno dei più vasti imperi della storia, dall'Oceano Pacifico fin quasi alle porte di Vienna. Accusato nell'Occidente di essere un mostro sanguinario è stato recentemente recuperato da analisi storiche meno partigiane che hanno messo in rilievo le qualità umane di un condottiero impavido, conquistatore e capace di unificare un impero che durerà due secoli. Il film racconta gli anni di formazione di questo incredibile personaggio, la sua infanzia, la sua adolescenza riescono a darne una dimensione nuova, in un film che riesce a immergere lo spettatore nel suo mondo, un medioevo potente e barbaro, foriero di gloria. Presenta la serata Ugo Brusaporco.

L'ingresso alle proiezioni è libero, fino all'esaurimento dei posti:ogni serata si chiude con un'incontro conviviale.


15/01/2013

TRA LEGGENDA, RELIGIONE E UMANITÀ IL CINEMA RUSSO

Per il quarto anno torna a Verona la Rassegna del Cinema Russo, voluta dall'Associazione Conoscere Eurasia, per raccontare la cultura russa a una città che sempre più si accorge di quanto sia importante economicamente e culturalmente il rapporto con la Grande Madre Russia. Nella bella sala di Santa Maria in Chiavica, sede del CTG, in via Santa Maria in Chiavica 7, proprio nel cuore antico di Verona da questo Lunedì 21/01/2013 la Rassegna, curata da Ugo Brusaporco, proverà a raccontare storie vere e leggende della Russia, attraverso il cinema, un'arte che proprio in Russia ha conosciuto la sua più bella poesia. Thriller, danza, musica, western, favole, storia, tutto si incontra in dieci lunedì, sempre alle ore 20.30, sempre con il commento di Ugo Brusaporco e del professor Sergio Pescatori, che cercheranno di commentare una storia incredibile di attori e autori capaci di essere testimoni e fautori di cento anni di storia fatta da grandi imprese, fin sullo spazio, di guerre e di coscienza politica. Film d'apertura sarà Lunedì 21/01/2013 "12" di Nikita Michalkov (2007), un film che vede protagonista una giuria chiamata a condannare quello che non si deve condannare. Lunedì 28/01/2013 si vedrà il kolossal "Mongol" del geniale Sergej Bodrov, il Lunedì 04/02/2013 il capolavoro del cinema sovietico "Nuova Babilonia" di:Grigorij Kozincev, Leonid Trauberg, un film del 1928 che racconta il bisogno di lottare per il proprio destino. Lunedì 11/02/2013 un omaggio a Verona e al tempo in cui la danza era protagonista a Verona"Romeo e Giulietta", il balletto di Prokofiev con protagonista l'ineguagliabile Galina Ulanova diretta da Lev Anstram e Leonid Lavrovsky. Lunedì 18/02/2013 sarà la volta di un film che dirà alle nostre coscienze: " Ital’janets " (L'ialian) di Andrej Kravčuk un film che parla di adozioni, di bambini che hanno paura di essere adottati. Lunedì 25/02/2013 sempre alle ore 20.30 "Sneguroc'ka" ( La fancilla di neve) di Pavel Kadochnikov, una favola musicata da Tchaicovsky. Lunedì 04/03/2013 si vedrà "Il sole bianco del deserto" di Vladimir Motyl, un film, quasi un western, che nell'URSS dovevano vedere tutti gli astronauti. Lunedì 11/03/2013 sarà dedicato a uno straordinario film italo-russo dedicato alla campagna di Russia: "I girasoli" di Vittorio De Sica con la Loren e Mastroianni. Doppio programma Lunedì 18/03/2013 con " Scˇ ast’e" (Felicità) di Aleksandr Medvedkin, accompagnato dal vivo da Igino Maggiotto, e Chaliapin, The Enchanter" documentario di Elisabeth Kapnist sull'indimenticabile basso-attore russo. La Rassegna si chiuderà Lunedì 25/03/2013 con il capolavoro "Andrej Rubljov" di Andrej Tarkovskij.

L'ingresso alle proiezioni è libero, ogni serata si chiude con un incontro conviviale.










15/01/2013

TRA LEGGENDA, RELIGIONE E UMANITÀ IL CINEMA RUSSO

Per il quarto anno torna a Verona la Rassegna del Cinema Russo, voluta dall'Associazione Conoscere Eurasia, per raccontare la cultura russa a una città che sempre più si accorge di quanto sia importante economicamente e culturalmente il rapporto con la Grande Madre Russia. Nella bella sala di Santa Maria in Chiavica, sede del CTG, in via Santa Maria in Chiavica 7, proprio nel cuore antico di Verona da questo Lunedì 21/01/2013 la Rassegna, curata da Ugo Brusaporco, proverà a raccontare storie vere e leggende della Russia, attraverso il cinema, un'arte che proprio in Russia ha conosciuto la sua più bella poesia. Thriller, danza, musica, western, favole, storia, tutto si incontra in dieci lunedì, sempre alle ore 20.30, sempre con il commento di Ugo Brusaporco e del professor Sergio Pescatori, che cercheranno di commentare una storia incredibile di attori e autori capaci di essere testimoni e fautori di cento anni di storia fatta da grandi imprese, fin sullo spazio, di guerre e di coscienza politica. Film d'apertura sarà Lunedì 21/01/2013 "12" di Nikita Michalkov (2007), un film che vede protagonista una giuria chiamata a condannare quello che non si deve condannare. Lunedì 28/01/2013 si vedrà il kolossal "Mongol" del geniale Sergej Bodrov, il Lunedì 04/02/2013 il capolavoro del cinema sovietico "Nuova Babilonia" di:Grigorij Kozincev, Leonid Trauberg, un film del 1928 che racconta il bisogno di lottare per il proprio destino. Lunedì 11/02/2013 un omaggio a Verona e al tempo in cui la danza era protagonista a Verona"Romeo e Giulietta", il balletto di Prokofiev con protagonista l'ineguagliabile Galina Ulanova diretta da Lev Anstram e Leonid Lavrovsky. Lunedì 18/02/2013 sarà la volta di un film che dirà alle nostre coscienze: " Ital’janets " (L'ialian) di Andrej Kravčuk un film che parla di adozioni, di bambini che hanno paura di essere adottati. Lunedì 25/02/2013 sempre alle ore 20.30 "Sneguroc'ka" ( La fancilla di neve) di Pavel Kadochnikov, una favola musicata da Tchaicovsky. Lunedì 04/03/2013 si vedrà "Il sole bianco del deserto" di Vladimir Motyl, un film, quasi un western, che nell'URSS dovevano vedere tutti gli astronauti. Lunedì 11/03/2013 sarà dedicato a uno straordinario film italo-russo dedicato alla campagna di Russia: "I girasoli" di Vittorio De Sica con la Loren e Mastroianni. Doppio programma Lunedì 18/03/2013 con " Scˇ ast’e" (Felicità) di Aleksandr Medvedkin, accompagnato dal vivo da Igino Maggiotto, e Chaliapin, The Enchanter" documentario di Elisabeth Kapnist sull'indimenticabile basso-attore russo. La Rassegna si chiuderà Lunedì 25/03/2013 con il capolavoro "Andrej Rubljov" di Andrej Tarkovskij.

L'ingresso alle proiezioni è libero, ogni serata si chiude con un incontro conviviale.









IL CINECLUB VERONA RICORDA NIKOLA TESLA

L'UOMO CHE INVENTÒ IL XX SECOLO

Così scriveva Nikola Tesla, scienziato osannato e rinnegato, uomo straordinario capace di rinunciare a fortune stratosferiche in nome della scienza e del futuro dell'umanità. Diventando così inviso ai poteri forti al punto dall'essere cancellato da molti uomini di scienza venduti capaci solo di impossessarsi gratuitamente delle sue invenzioni spesso per nasconderle.. A 70 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 7 Gennaio 1943, Nikola Tesla era nato nel piccolo villaggio croato di Smilijan il 10 luglio 1856, il Cineclub Verona con la Libreria Europa, in Via Tezone 6, si propone di indagare sui misteri e sulle scoperte di Nikola Tesla. Nonostante la grandissima importanza dei suoi studi, questo genio della scienza non ha mai avuto il giusto riconoscimento, Nikola Tesla è uno fra i più geniali inventori di tutti i tempi. Come scrive qualcuno: "Di sicuro è l’inventore a cui sono state rubate più invenzioni, per poi farle passare per proprie, da parte di diversi personaggi diventati poi famosi per merito delle idee di Tesla". I suoi ammiratori contemporanei arrivano al punto da definirlo "l'uomo che inventò il Ventesimo secolo"e "il santo patrono della moderna elettricità". L'appuntamento è questo mercoledì !6 gennaio alle 19 alla Libreria Europa in via Tezone 6 vicino all'anagrafe di Verona. Parteciperanno all'incontro presentto da Ugo Brusaporco lo storico Maurizio Grassi, lo studioso Salvatore Iervolino e il tecnico Franco Passaia.
L'ingresso è libero, i posti limitati.

14/01/2013

CHAPAEV IL FILM CHE STALIN USÒ CONTRO IL CINEMA

Dall'8 al 13 gennaio del 1935 si svolse a Mosca il primo grande processo sul cinema, da una parte gli accusatori guidati da Sergei Vasiliev e Georgi Vasiliev, non erano neppure parenti, ma erano gli autori di "Chapaev" il film che Stalin aveva amato e che il pubblico aveva osannato, dall'altra a doversi pentire, Ėjzenštejn, Pudovkin, Dovzhenko, e tutto il grande cinema muto. A Stalin non serviva il cinema che aveva portato l'idea dell'Unione Sovietica nel mondo, serviva un cinema popolare, capace di parlare al grande popolo russo, capace di coinvolgerlo e convincerlo, non una cinematografia critica, ma una cinematografia di regime. Ėjzenštejn fu accusato di pensare i film avvolto in una vestaglia cinese, i Vasiliev di pensare ai russi alla maniera sovietica. "Capaev" era stata definita una "Tragedia ottimistica", raccontava con toni eroici e trionfalisti l'eroismo di un grande comandante, figlio del popolo, che porta alla vittoria, anche con il suo sacrificio le idee della Rivoluzione d'Ottobre. La vicenda del film è tratta da una storia vera, romanzata fino al punto di farla diventare epica. Prodotto dalla Lenfilm, che nell'occasione non badò a spese, nel 1934, sceneggiato dagli stessi Sergei Vasiliev e Georgi Vasiliev, partendo dal diario, pubblicato, di Dmitri Furmanov riguardante la sua esperienza durante la Guerra Civile Russa nell’anno 1919, fotografato in modo magistrale da Sigayev e Xenofontov, con la coinvolgente musica di Gavrill Popov, il film è interpretato dall'indimenticabile Boris Babochkin. E chiara la dipendenza del film dal linguaggio che caratterizzava il cinema delle avanguardie, tradotto per il grande pubblico, sciolto in un romanticismo borghese e tranquillizzante. Il Cineclub Verona presenta "Chapaev", questo lunedì 14 gennaio al CTG in via Santa Maria in Chiavica, alle 21, con una nuova copia appena arrivata dalla Russia, e nell'occasione sarà presentato il programma del Festival del Cinema Russo organizzato da Eurasia, l'ingresso è libero.

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