65° FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES - Ugo Brusaporco | Verona

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65° FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES

 
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65° Festival del cinema di Cannes

GLI APPUNTI QUOTIDIANI DI UGO
DAL 65° FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES

 
27-05-2012

Da Cannes 2012 The Last?
Ecco la lista dei premi non le ultime di Cannes

Longs métrages

•Palme d'Or   AMOUR réalisé par Michael HANEKE un capolavoro sulla vita, sul provare a vivere in coppia finchè morte ci unisca
•Grand Prix    REALITY réalisé par Matteo GARRONE la sorpresa non gradita di Nanni Moretti
•Prix de la mise en scène  Carlos REYGADAS pour POST TENEBRAS LUX lui e solo lui e' capace di fare il cinema che non ha compromessi che e' vero, fino in fondo e il film e' stupendo
•Prix du scénario   Cristian MUNGIU pour DUPÃ DEALURI (AU-DELA DES COLLINES) da non perdere, dice l’amore di due donne, della fede che divide, del morire d’amore
•Prix d'interprétation féminine    Cristina FLUTUR dans DUPÃ DEALURI (AU-DELA DES COLLINES) réalisé par Cristian MUNGIU Cosmina STRATAN dans DUPÃ DEALURI (AU-DELA DES COLLINES) réalisé par Cristian MUNGIU vedi sopra
•Prix d'interprétation masculine  Mads MIKKELSEN dans JAGTEN (LA CHASSE) réalisé par Thomas VINTERBERG per tutti gli insegnanti, i genitori e i bambini, obbligo di visione
•Prix du Jury THE ANGELS' SHARE (LA PART DES ANGES) réalisé par Ken LOACH per chi ama il whisky torbato, per chi crede che il futuro si possa costruire


Courts métrages

•Palme d'Or du court métrage  SESSIZ-BE DENG (SILENCIEUX) réalisé par L.Rezan YESILBAS non li ho visti i cortometraggi erano in orari inconciliabili con il lavoro


Caméra d'or
BEASTS OF THE SOUTHERN WILD (LES BÊTES DU SUD SAUVAGE) réalisé par Benh ZEITLIN

Un Certain Regard

•Mention spéciale - Un Certain Regard DJECA (ENFANTS DE SARAJEVO) réalisé par Aida BEGIC un film non indimenticabile ma di buon rigore
•Prix d'interprétation féminine Un Certain Regard  À PERDRE LA RAISON interprété par Emilie DEQUENNE e a LAURENCE ANYWAYS interprété par Suzanne CLÉMENT il migliore in questo film è il regista, a detta di molta critica è il miglior film del Festival, per me uno dei cinque
•Prix spécial du Jury Un Certain Regard LE GRAND SOIR réalisé par Gustave KERVERN, Benoît DELÉPINE
•Prix Un Certain Regard   DESPUÉS DE LUCIA réalisé par Michel FRANCO me ne hanno parlato bene, potevo vederlo, ma ho preferito andare a vedere l’ultimo film di Raul Ruiz.


La Quinzaine des Réalisateurs est une section non compétitive, mais certains de nos partenaires attribuent des prix, remis lors de la cérémonie de cloture
Art Cinema Award : No de Pablo Larraín - Chili, États-Unis, Mexique
La CICAE, Confédération Internationale des Cinémas d’Art et d’Essai, décerne le Art Cinema Award,prix qui apporte une aide à la diffusion.Il est remis par un Jury international composé de programmateurs de cinémas indépendants Cette année, Joanna Lapinska, Albert Wiederspiel et Jimi Andreani

Label Europa Cinemas : El taaib (Le Repenti) de Merzak Allouache - Algérie, France
Le Label Europa Cinemas vise à accroitre la promotion, la circulation et la durée d’exposition des films européens lauréats sur les écrans d’un réseau de salles implantées sur tout le continent européen. Il est remis par un Jury d’exploitants, constitué de Paula Astorga, Francesc Villalonga, Erik Hamre et Sarah Beaufol.
Prix SACD 2012 : Camille redouble (Camille Rewinds) de Noémie Lvovsky - France
La SACD récompense un long métrage francophone parmi les films sélectionnés. Ce film est choisi par la commission cinéma présidée par Bertrand Tavernier, composée avec lui de Gérard Krawczyk, Arthur Joffé, Christine Laurent et Luc Jabon
PRIX ILLY DU COURT METRAGE
Le jury, composé de Julie Bertuccelli – présidente - Carlo Bach, Maureen Loiret et Patrick Villacampa a remis le prix à The Curse de Fyzal Boulifa - Royaume-Uni,Maroc
Mention spéciale à Os vivos tambem choram (Les Vivants pleurent aussi) de Basil da Cunha Suisse Portugal

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L'Arena 28/05/2012







 
27-05-2012

L'Arena 27/05/2012



 
26-05-2012

Da Cannes 2012 Day Eleven


Eccoci alla fine. Baci, abbracci, saluti, il mondo di Cannes fa le valigie, restano in pochi per aspettare qui il Palmares, e di più per riposarsi dopo una cavalcata tra i film lunga dodici giorni. Giorni lunghissimi, a letto mai prima delle 3, e anche stanotte, questo ultimo sabato, alle 00.30 comincia un film “Maniac” 32 anni dopo l’originale, un horror su un tipo che raccoglie i scalpi delle donne.
Per fortuna domani mattina posso stare un’ora di più a letto, non perché è domenica, ma perché ho visto tutti i film della giornata, saranno presentati tutti i film del concorso, nelle varie sale, Antonio ne vedrà quattro, è la competizione della mattina, quella delle 8.30 lui non si alza mai prima delle dieci, per cui ne ha persi un po’. Ieri sera abbiamo dato il Premio “Les Artisans”, è stata una bella serata, c’erano Andrea e Enrica, Rudiger e Josef, Antonio, Marisa e altri spagnoli, il fotografo amico di Paolo Jacob, e Paolo De Cesare che ci ha chiesto di collaborare a un nuovo festival sull’Isola di Ponza che si farà il prossimo ottobre, nelle date lasciate libere da Roma. È una buona idea, unica cosa è che sembra vogliano anche un po’ di glamour, perché i giornali e le tv se non ci sono i soliti nomi famosi non parlano dei festival e del cinema. Se la cultura italiana è allo sfascio giornali e tv dovrebbero stare zitti, sono stati i giornalisti e i direttori delle testate a far precipitare un paese e a toglierli il futuro, dando spazio a gossip e al vento che tira dalle agenzie stampa, rinunciando a costruire con il proprio lavoro una società migliore, dove la cultura è un vantaggio, non un peso.

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L'Arena 26/05/2012



 
25-05-2012

Da Cannes 2012 Day Ten


Sta per ritornare a Piovere. C’è rassegnazione sulla Croisette che si sta svuotando. Ieri notte comiche alla festa brasiliana per “Post Tenebras Lux”: è intervenuta la polizia prima dell’inizio per proibire alcolici e rumori. Tutti si sono guardati. Eravamo su al castello, c’erano poche case vicino, ma forse di qualche potente. Hanno trovato un escamotage: nel giardino niente musica birra , vino e qualche alcolico, dentro il castello musica a tutto volume e fiumi di alcool, sopra la terrazza le stelle e il panorama di Cannes notturna, naturalmente neppure una nocciolina, così ho saltato il pasto. Stasera consegniamo il nuovo premio che apro a Cannes: Les Artisans. Eccolo:

Cari amici, Dear Friend, Chers amis, Liebe Freundinnen und Freunde, Queridos amigos, Дорогие друзья!, Chè zamni, Rakkaat ystävät

Vi informo che è stato istituito il premio” Les Artisans “ assegnato per la prima volta dalla Critica Indipendente presente al 65 Festival di Cannes.    

La Giuria internazionale è composta da giornalisti, direttori di festival e operatori, è presieduta dal tedesco dr. Joseph Schnelle e conta tra gli altri Antonio Llorens Sanchis, Andrea Crozzoli, Rüdiger Suchsland .

La Giuria ha comunicato ai fondatori e direttori del premio, Ugo Brusaporco e Rodrigo Diaz, che il premio è stato assegnato a “Post Tenebras Lux” di Carlos Reygadas, presentato in Concorso della selezione Ufficiale, mentre una menzione speciale va alla memoria di Raoul Ruiz per il film "La nochede enfrente" presentato alla Quinzaine des Realisateurs.

Il premio, una pergamena, sarà consegnato la sera di venerdì 25 maggio durante una cena al Restaurant Le Jardin, 15 avenue Isola Bella (traversa di Boulevard de la Republique), qui ci incontreremo alle 22 per dare modo ai quotidianisti di vedere i film in Concorso.


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L'Arena 25/05/2012



 
24-05-2012

Da Cannes 2012 Day Nine


Oggi é finito il mercato, già stamattina si vedeva un bel movimento di valige e molti amici stanno partendo. I daily hanno smesso, ieri Variety e Hollywood Reporter, oggi Screen e Cannes Market, resta solo Le film Françoise, come al solito è l’ultimo a mollare. I daily, sono gratuiti, nei festival servono a seguire i movimenti del film, le notizie di cinema, quello che succede, la loro forza è la pubblicità dei film, a Cannes all’inizio se ne contano otto, se si aggiungono i daily del Festival, quelli che stampa, si arriva a dieci. E adesso è un bel problema, d’altra parte quando finisce il mercato il festival si svuota, da qui a domenica passano pochi film e molte repliche, è il momento per recuperare i film che si son persi, si perché in un Festival come Cannes conti a centinaia i film che perdi e ti piange il cuore per questo, mentre scrivo mi sto perdendo due film che mi interessavano, ma non c’è tempo. Ieri notte sono stato con il regista di “Post Tenebras Lux” il messicano Carlos Reygadas, un tipo che non ha peli sulla lingua, mi ha mandato a quel paese almeno cinque volte in dieci minuti, mi ha aggredito perché detestava i giornalisti borghesi, poi ha capito chi ero e mi ha abbracciato e voleva che andassi in giro e con sua moglie a bere per tutta la notte, ma non avevo tempo ho inventato un nuovo premio a Cannes, speriamo che funzioni. Ho regalato il mio biglietto per il pranzo offerto domani al castello a Andrea, per Enrica, io voglio vedermi un film su Mishima che è alla stessa ora. Poi mangiare li e domani sera alla cena del premio sarebbe troppo per uno che va avanti a un panino al giorno. Non c’è tempo per mangiare a Cannes, perdi i film e già ne perdo troppi.

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L'Arena 24/05/2012



 
23-05-2012

Da Cannes 2012 Day Eight


Ancora una lunga note a Cannes con i fuochi artificiali e il mare arrabbiato e le feste con la schifosa birra alle ciliegie e la musica rep per celebrare il film svizzero di Nicolas Wadimoff “Operation Libertad”. Arrivo alla festa senza aver mangiato e mi ritrovo solo vassoi di pasticcini con creme improbabili.
Era importante stare con gli svizzeri, ho preso contatti e l’ufficio stampa del film mi fissa un appuntamento per oggi alle 14.15. Intanto è notte e Antonio mi chiama per andare alla festa degli italiani, in Svizzera ridevano tutti degli italiani che si sono inventati un premio per la regia e la promozione cinematografica e lo hanno assegnato a Gilles Jacob presidente del Festival di Cannes, che qui ha presentato il suo solito documentario sulla storia del Festival, si sussurra che ormai il cinema italiano sia ridotto al lecchinaggio, anche inutile. Questa potrebbe essere una prova. Lo stesso siamo passati alla festa italiana dove davano per champagne del prosecco, tanto la gente beve tutto, niente birra e da mangiare dolci … scappiamo, ho fame non mi resta che il mac e così un hamburgher si prende il compito di consolare la mia fame. Questa mattina film in concorso, film svizzero e mi avvio all’appuntamento con Wadimoff, arrrivo prima, alle 14.15 sono pronto e in lista l’addetta stampa mi chiede 5 minuti per una tv, le dico che non ho i tempi e dopo venti minuti di inutile attesa me ne vado, Wadimoff mi vede partire e mi chiama, gli spiego che ho solo perso tempo è dispiaciuto, anch’io avevo molte cose da chiedergli per esempio dove ha preso i documenti sul rapporto tra mafia e brigate rosse. Lo stesso ci incontreremo ancora. Magari gli chiedo di venire in Giuria al San Giò, dalla Quinzaine di Cannes a Verona, mah … A proposito ho incontrato Agnese Fontana, la produttrice, ha detto che verrà a Verona per girare un film sull’Arena. La devo chiamare per un’intervista, ho visto anche il Direttore di Venezia anche con lui intervista dopo Cannes, l’unico che non incontro è Muller … mah

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L'Arena 23/05/2012



 
22-05-2012

Da Cannes 2012 Day Seven


La pioggia è finita, si annunciano giorni di sereno, per chiudere un Festival che già domani perderà parte della sua forza, il mercato sta già inscatolando e giovedì chiude. È strano sembra che ci sia stato più lavoro di scambi e vendite e contratti di produzione quest’anno che lo scorso. Il cinema funziona sempre di più nei tempi di crisi, o in quelli che precedono le guerre. E di possibili conflitti si parla sempre di più, anche a Cannes. Troppo grave è diventato lo squilibrio tra le classi sociali, e sempre più emergono le responsabilità del tracollo finanziario e ambientale del pianeta. Responsabilità che mettono sul banco degli imputati il capitalismo e il potere finanziario. Modelli che tanto cinema sta contribuendo a mettere alla berlina, perché fino a che non vengono svelato il male, il grande male, che la più bieca ideologia che l’uomo abbia pensato, il capitalismo, ha compiuto distruggendo il futuro di generazioni intere e di popoli. Proprio qui a Cannes ho ricevuto una e mail di una ragazza disperata che mi chiedeva come fare a pensare al futuro, a mettere al mondo un figlio, a pensare di vivere onestamente nell’Italia di oggi, e si dava pochi mesi per cambiare nazione, e pregava perché i terremoti colpissero Roma e tutti i segni di un potere temporale e ecclesiastico che sono vestigia del fallimento sociale e culturale italiano. Ha ragione non sono i monumenti che devono salvare l’economia dell’Italia, ma gli italiani che devono salvare i monumenti, e costruirne di nuovi per il mondo che verrà.
A Cannes i film insegnano questo, basta pensare a Ken Loach.

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L'Arena 22/05/2012



 
21-05-2012

Da Cannes 2012 Day Six


È cominciata e non sembra finir più la pioggia che ingrigisce Cannes e che riempie all’inverosimile ogni sala di vacanzieri delusi che si tuffano su ogni film salvo abbandonarlo dopo pochi minuti o addormentarsi, anche questo è Cannes.
Il vento e acqua di ieri non hanno impedito la vita di notte, tutte le feste sono finite al chiuso degli hotel e fare i clandestini non era possibile per cui con Antonio siamo andati a mangiare mezza pizza, vicino a noi c’era Enrico Ghezzi. Poco fa in sala stampa ho parlato con Roberto Turigliato di cinema e di Festival, lui ha lasciato l’Italia per lavorare in Festival all’estero, c’è troppa oligarchia politica nella cultura italiana. Mi ha fatto pensare a un possibile conflitto d’interesse per Alberto Barbera, nuovo direttore di Venezia, ma anche Direttore del Museo del Cinema, un po’ come succede anche qui a Cannes con Thierry che è dentro anche alla cineteca di Lione, che però non ha rapporti con Cannes, mentre a Torino Barbera ha rapporti con il Festival di Torino, e se si alleassero tra Venezia e Torino? Marco Müller da quado è a Roma non mi risponde, volevo intervistarlo, ma gli italiani sono i più difficili da intervistare, hanno un senso del potere ancora medievale, forse è per questo che la cultura langue e che i Festival si trasformano in centri di potere e di smistamento di soldi. A proposito è stato annunciato qui un nuovo film su Giulietta e Romeo, un musical, non ditemi che è un tema eterno, se contiamo violenze in famiglia, quelle fra fidanzati, i divorzi le solitudini e tutto il resto, più che un tema eterno sembra una eterna illusione.

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L'Arena 21/05/2012



 
19-05-2012

Da Cannes 2012 Day Four


La notte è passata in tranquilla amicizia, l’ultimo film è finito alle 1 tra gli applausi, si tratta di “Lawrence Anyways”, 170 minuti che tutti si chiedono perché non in concorso, ma la risposta si sa già, troppo audace il tema, un uomo che vuol diventar donna, troppo spettacolare il tutto, troppo spinto il dire per stare nel mazzo classico. Alla proiezione di un altro film ho sentito tre ventenni italiani che sapevano tutto di cinema, ma non cosa vuol dire la parola “bucolico”.
Il fatto è che per vedere cinema ci vuole una cultura che in Italia è stata dimenticata e che non si trova in twitter. Mi ha fatto piacere un’intervista di Olivier a uno dei daily di Cannes in cui alla domanda se ha un I pod ha risposto non so cosa farmene. Basta con tutta sta cretineria che nasce da stupide mode e fa dimenticare l’essenza del vivere, esserci non far finta. Dicevo nella notte sono stato con il Direttore del Festival di Lima e con un amico giornalista peruviano, abbiamo parlato di Monicelli e Risi, abbiamo detto di attori come Gassmann, Manfredi e Sordi e Tognazzi, tutto quello che mancava al film di Garrone.
Ora corro al cinema, oggi si corre solo perchè è sabato e a Cannes c’è il mondo in tutte le sale. Invece ci sono ancora la gran parte degli hotel con le stanze libere: è la crisi ragazzi, e anche se non sembra, batte. Nello Stand del brasile si andava a Cahipiriña, due minuti fa, che gioia alle cinque del pomeriggio.

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L'Arena 19/05/2012



 
18-05-2012

Da Cannes 2012 Day Three


Che giornata! Arrivo a scrivere gli appunti dopo tre articoli, cinque file, aver perso l’agendina nera, non quella degli indirizzi, ma quella in cui sto preparando da un paio d’anni il nuovo libro. A questo proposito proprio oggi, da un giornalista milanese, ho avuto un giudizio che mi ha entusiasmato sul mio “Chiacchiere da osteria”, mi ha fermato e mi ha detto: È il libro più sincero che ho incontrato.
Non so se è vero ma mi ha fatto piacere. L’agendina nera l’ha trovata, Jennifer, una simpatica ragazza del mercato, che prima mi ha chiamato, poi mi ha mandato una email e infine ci siamo trovati e mi son tolto un bel peso e le ho regalato dei cioccolatini. Prima ero stato in Svizzera a ritirare la tessera per la festa di Locarno e concordare un’intervista con Olivier, il Direttore. Pioveva e mi sono regalato un loro berretto, tutto rosso, poi quelli dello stand mi hanno dato dei corti per il San Giò. Nella notte avevo fatto un paio di feste, simpatica quella dell’Estonia, confusissima e con bella musica e pessima birra alla ciliegia, quella della Quinzaine. Poi ci son state discussioni sul film italiano, ha deluso molti, peccato perché Garrone ha dei buoni numeri, forse dovrebbe tornare a fare i film da solo. Una brutta notizia è che il mitico St.Antoine non è più un bar tabac, ma un ristorante di pesce, la seconda è che è calata la gente che chiude la notte al Petit Majestic, ma non sono calati i prezzi.

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L'Arena 18/05/2012



 
17-05-2012

Da Cannes 2012 Day Two


Ascoltando molti colleghi, arabi, spagnoli, a proposito sono arrivarti Antonio e Cairo, quando siamo insieme ci chiamano i fratelli Marx, tedeschi, francesi etc, mi sono convinto di una cosa, ormai un Festival come Cannes è come una grande messa funebre organizzata per il cinema d’autore. Per l’unico cinema che ha la proprietà di lanciare delle idee. Un cinema che per questo fa paura e ormai è relegato in riserve chiamate “Festival”, da dove qualche volta riesce a uscire o a far parlare di se. Non so se sia più difficile per certi film uscire in sala o far parlare di sé. Una collega, Conchita, della Radio catalana, era sconvolta, hanno preferito ai suoi servizi la cronaca di una presentazione cinematografica a Madrid.
È il macabro trionfo del provincialismo, quello che sta invadendo il mondo dei media, giornali e tv si guardano sempre più l’ombelico, dimenticando che non c’è futuro senza curiosità, senza la voglia di scoprire i mercanti veneziani non avrebbero fatto grande Venezia, si sarebbero fermati ai banchetti rionali, come succedendo alla cultura in Italia e in gran parte del mondo che sta fallendo economicamente. Questo non succede in Germania e neppure in Francia, paesi dove si rispetta la Cultura e si promuove. Il chiudersi nelle cronache locali o in quelle che lanciano il cinema imperiale statunitense è il togliere visioni del mondo è il chiudere al futuro.
Ben lo spiegano finora tutti i film visti qui, c’è nel cinema la voglia di parlare, il pericolo è quello di lasciarla imbavagliare. Intanto la notte è passata a parlare di Augusto Tretti, l’ho fatto con un gruppo di critici tedeschi e Teresina Moscatiello, la regista e produttrice italo-tedesca che è qui per trovare coproduttori per i suoi preziosi progetti. Questa mattina, poi, sono stato il primo a entrare nella grande sala Lumiére, mi sono svegliato ancora troppo presto, ma è così bella la mattina sulla Croisette.


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L'Arena 17/05/2012



 
16-05-2012


Da Cannes 2012 Day One

E la Festa comincia, un po’ sospesa, la notte era ancora di chi vive a Cannes, gli ospiti sono arrivati alla spicciolata sulla Croisette ancora silenziosa.
Pochi gli hotel con il “tutto completo”, si parla della crisi, degli amici che in Grecia scrivevano di cinema, della crisi che si sente da anni anche in Italia, in un mondo precario qual è diventato quello dei giornali. Ne parlavo proprio stamattina con Giovanni Bogani, che si industria a scrivere articoli e libri, l’ultimo, “Le parole del cinema” me l’ha mostrato poco dopo le otto in un Palazzo del Cinema deserto.
Ci eravamo incontrati in fila prima delle otto, entrambi svegli da poco dopo le sei, è il ritmo di Cannes, per cominciare ad abituarsi. Ora è in sala stampa dietro me, sta concordando articoli, e entrambi aspettiamo le 11 per il primo film “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson, è il film che questa sera inaugura l’evento.
Avevo l’invito per una festa a mezzogiorno, saltato. Saltare film e feste è uno degli sport preferiti da chi va al cinema, si vede o cinque film al giorno e ne scrive.
Mi ha appena salutato Lorenzo Codelli di Positiv, siamo amici da lungo tempo, lui arriva dall’Asia dove vive un bel po’ del suo tempo e via Parigi, dove ieri c’era una vera tempesta è arrivato a Cannes. Questa mattina, con la simpatica ragazza del desk degli accrediti abbiamo parlato del festival di Locarno, del suo essere certamente più “popolare”, nel senso vissuto dal grande pubblico,  di Cannes, ma Cannes è l’unico Festival cinematografico immancabile al mondo, qui si incontra il cinema, che il pubblico vedrà dopo. Affermazione forte, che Andrea Crozzoli, il mio fraterno amico di Pordenone, qui abbiamo affittato l’appartamento insieme, lui è con Enrica, mi contesta visto che “Cosmopolis” di David Cronenberg, che sarà presentato qui il prossimo venerdì 25 maggio, nella stessa data sarà nelle sale italiane.
Sorge un dubbio che la distribuzione del film tema brutte critiche e si sia premurata di far uscire prima il film? Lo scopriremo il 25. E ora al cinema oddio mancano ancora ottanta minuti, ma fra quaranta bisogna mettersi in fila.
Non è facile vedere i film a Cannes.


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